I continui aumenti di prezzo dei derivati petroliferi e la crescente sensibilità verso i problemi ambientali, hanno contribuito allo sviluppo tecnologico di caldaie alimentate da biocombustibili.

Notevole interesse è suscitato dalle caldaie a pellet, favorite soprattutto dal basso costo del combustibile e dai recenti incentivi concessi dallo Stato, capaci di ammortizzare in pochi anni i loro alti costi iniziali e d’installazione.

Diversi anni fa il gas era ritenuto una fonte energetica alquanto economica e ciò ha contribuito allo sviluppo di cucine, forni e caldaie in grado di sfruttarne il potere energetico. Oggi, a giudicare dalle cifre che si spendono annualmente per il pagamento delle bollette, appare evidente che la situazione sia cambiata, inducendo molte persone alla sostituzione della vecchia caldaia con le moderne tipologie, alimentate da biocombustibili di poco prezzo quali il pellet.

La loro produzione è un significativo esempio di come uno scarto possa essere trasformato in un’economica risorsa energetica, in quanto ricavati dalla compressione di segatura essiccata. Sono commercializzati in cilindretti dalla lunghezza di circa 2 o 5 cm e dal diametro approssimativo di 6 o 10 mm e il loro contenuto energetico, per chilo di prodotto, è pari a quello di 0,5 kg di gasolio.

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Negli ultimi tempi, tuttavia, a causa della crescente richiesta, si è assistito a un progressivo aumento dei prezzi originariamente proposti, pertanto sono in fase di studio altri materiali secondari che potrebbero trovare impiego nella fase produttiva. Il loro potere calorifico è già da tempo messo a profitto da stufe in grado di sfruttarne appieno il potenziale e attualmente sono in vendita diversi modelli di caldaie a pellet, sempre più evolute tecnicamente. Una delle loro caratteristiche è l’alto rendimento, che in alcuni casi può anche essere superiore al 90%, e possono rimpiazzare le vecchie caldaie a gas senza dover apportare sostanziali modifiche all’impianto preesistente. Le ultime caldaie a pellet, lavorano inoltre in automatico e consentono di evitare i carichi manuali, a differenza di quanto avviene per quelle a legna. Quest’aspetto, particolarmente gradito a chi non vuole o non può impegnarsi in attività faticose, potrebbe costituire un altro tra i validi motivi che induce a prenderne in esame l’eventuale acquisto. Attraverso l’analisi dei fumi, infine, si denota un potere inquinante inferiore a quello dei prodotti di derivazione petrolifera, considerando inoltre, che la possibilità di produrli localmente, contribuisce notevolmente alla riduzione dell’inquinamento da trasporto.

Caratteristiche

Nelle caldaie a pellet il controllo della combustione è affidato a un microprocessore che controlla il quantitativo in ingresso sia di combustibile sia di aria. Una volta raggiunta la temperatura di esercizio, un sistema modulato di potenza sostituisce il vecchio sistema di accensione e spegnimento, riducendo gli sprechi. Il basso tasso di ceneri prodotte, pari a circa lo 0,5% del peso iniziale del pellet, è la conseguenza di un secondo processo di combustione da cui consegue l’alta efficienza. Tutte le caldaie sono munite di dispositivi di sicurezza, in grado di evitare rischi d’incendio e di surriscaldamento a seguito di guasti tecnici improvvisi o alla mancanza di energia elettrica, che generalmente sono costituiti da scambiatori di calore di emergenza.

Sul mercato odierno si riscontrano due principali tipologie di caldaie a pellet: quelle di tipo semiautomatico e quelle automatiche. Nonostante la prima categoria sia dotata di serbatoi piuttosto ampi, in genere di circa 400 l (corrispondenti a circa 0,25 t di combustibile), questi devono periodicamente essere riempiti manualmente. Le seconde sono invece provviste di un sistema di aspirazione o di una coclea che trasporta il pellet direttamente dal luogo di deposito. Il primo sistema è abbastanza pratico nonché economico ma il suo limite è che la zona di stoccaggio deve essere nelle vicinanze della caldaia. L’aspirazione è invece un sistema più flessibile in cui i pellets sono direttamente aspirati o soffiati dal magazzino, mediante l’ausilio di un tubo. Le distanze possono coprire anche i 20 m e i dislivelli possono anche essere di 6 m. I modelli più innovativi sono le caldaie a condensazione, ottimi nel rendimento energetico, poiché traggono anche calore dal contenuto dei fumi. Tra gli altri vantaggi da citare, occupano poco spazio e il livello di emissioni nocive è sensibilmente ridotto. Accanto alle caldaie a pellet, adoperato come unico combustibile, sono anche disponibili articoli più versatili e innovativi, alimentati con altri carburanti. Tra questi il noto cippato, piccoli pezzetti di legno di minore potere calorifico e talvolta spacciati per pellets, e la legna. Nel primo caso è sufficiente impostare l’adeguazione automatica delle funzioni, mentre nel secondo è necessaria la presenza di un’altra camera di combustione. Successivi sviluppi hanno poi portato alla progettazione di caldaie in grado di funzionare con un’elevata varietà di biomasse, inclusi i cereali. Le diverse gamme già presenti sul mercato sono di elevata qualità ed equipaggiate di comandi elettronici o elettromeccanici.

Come scegliere

Prima di procedere all’acquisto di una caldaia a pellet, è necessario informarsi sulla disponibilità di tale combustibile nella propria zona di residenza e sul suo prezzo poiché può essere molto variabile da regione a regione. In alcuni casi, infatti, potrebbe essere preferibile l’acquisto di modelli di caldaie a combustibile misto come ad esempio in prossimità di aziende che lavorano il legno, dove il cippato potrebbe avere costi concorrenziali.

Una volta individuata la tipologia più opportuna si può procedere nel confronto delle diverse caratteristiche tecniche. Per quel che riguarda la potenza, le caldaie a pellet da circa 25-50 kW sono in genere in grado di far fronte alle esigenze delle abitazioni familiari, anche se in commercio sono disponibili caldaie di potenza superiore, destinate al riscaldamento di grandi edifici, per i quali possono essere necessari anche 1000 kW. Poiché si tratta di un acquisto che deve durare nel tempo è consigliabile fare riferimento a marchi affidabili, in grado di fornire, oltre a un buon servizio di consulenza, un’ottima assistenza tecnica in caso di malfunzionamento. Anche le dimensioni possono talvolta influenzare l’acquisto poiché spesso, in caso di spazi ridotti si preferiscono i modelli a capienza limitata, poiché una parte del locale dovrà comunque essere destinata allo stoccaggio del combustibile. Spesso gli impianti ad alta potenza, che sono i più ingombranti, richiedono un intero locale e talvolta le riserve di biocombustibile devono trovare posto in uno spazio esterno. Per gli impianti di medie-piccole dimensioni, esiste invece la possibilità di alloggiare il combustibile nello stesso ambiente in cui si trova la caldaia a pellet e in commercio esistono degli appositi serbatoi, realizzati in poliestere, facili da trasportare e da montare.

Un’oculata valutazione delle caratteristiche tecniche e del personale specializzato per l’installazione potrebbe, tuttavia, non essere sufficiente a garantire prestazioni ottimali se non si rivolgono le stesse attenzioni alla scelta del pellet. Spesso si trovano in commercio prodotti scadenti e a basso valore energetico, riconoscibili dalla facilità con cui si sbriciolano e dall’aspetto umido. Il pellet di buona qualità è, infatti, compatto e senza tracce evidenti di umidità che abbasserebbero di molto il suo potere calorifico. Non tutti i legnami producono nel processo di combustione la stessa energia e i migliori risultati si ottengono con il pellet ricavato da conifere, i cui residui hanno un alto potere calorifico, specie se privati della corteccia. Tale fattore non è tuttavia molto controllabile perché in genere si utilizzano tutti gli scarti della lavorazione del legno prodotti localmente.

Prezzi

I vantaggi conseguenti all’acquisto di una caldaia a pellet piuttosto che a gas diventano evidenti solo in tempi lunghi poiché i costi iniziali sono generalmente superiori, a volte anche il triplo. Secondo le nuove norme l’acquisto di caldaie, che rientrano nella classe 3 della certificazione EN 303/5 dà diritto a un bonus statale pari al 55% del loro prezzo e della relativa installazione. In alcuni casi, in virtù di politiche regionali particolarmente sensibili ai problemi ambientali, il contributo può essere ancora più consistente. Il prezzo medio di una caldaia a pellet, includendo l’installazione, si aggira attorno ai 16000 euro, ma per effetto delle varie politiche ambientali potrebbe essere più che dimezzato. Si stima in genere un recupero della spesa affrontata entro i cinque anni, godendo in seguito di un risparmio annuale superiore ai mille euro. Per le caldaie a uso familiare i prezzi dipendono dalla potenza sviluppata, dalle dimensioni, dalla presenza di diversi sistemi di automazione e dalla qualità dei dispositivi di sicurezza presenti. Il prezzo orientativo oscilla tra i 2500 e i 6000 euro. Spesso anche i modelli di caldaie a pellet concepiti per spazi ristretti possono essere dotati delle stesse funzioni previste per i modelli più grandi e sono dotati di accensione automatica e auto pulizia del braciere.

Più alti sono i prezzi per i modelli combinati pellet /legna che in genere sono di dimensioni maggiori prevedendo due camere di combustione. La spesa media è pari a circa 8000 euro, anche se esistono modelli che superano i 15000 euro. Variabili sono i costi d’installazione che spesso dipendono anche dalla zona di residenza, e che comprendono sia le prestazioni dei tecnici che eventualmente quelle di muratori per eventuali adattamenti. Ad ammortizzare la spesa nel corso degli anni contribuirà soprattutto il pellet, per il quale si stima attualmente un costo giornaliero pari a circa 3-4 euro, a meno di rincari. Pur essendo un materiale rinnovabile ed ecologico, non si è infatti in grado di prevedere la sua convenienza negli anni a venire quando potranno essere sviluppati anche altri biocombustibili concorrenziali. Per limitare i costi è necessario verificare sempre il rapporto qualità prezzo ed eventualmente ordinare campioni da varie aziende per individuare il prodotto migliore.

Vendita consigliata

Le caldaie a pellet non sono ancora particolarmente diffuse sul nostro territorio pertanto reperire punti vendita specializzati potrebbe essere abbastanza difficile. Si avrebbe in questi casi la possibilità di chiedere tutte le informazioni al personale e di poter disporre d’installatori in grado di eseguirne il corretto montaggio. Una scelta più limitata potrebbe essere disponibile anche presso i centri che trattano caldaie di vario tipo e impianti di riscaldamento in genere. In rete sono presenti diversi siti che trattano le caldaie a pellet, disponibili in genere alla vendita su tutto il territorio nazionale ma operativi su zone ristrette per quanto riguarda l’installazione. Per chi non ricade nella zona potrebbe essere problematica la ricerca di personale qualificato.

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