In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come scegliere la migliore carta da forno per le proprie esigenze.

Chiunque frequenti assiduamente le corsie dei supermercati più forniti si sarà chiesto, almeno una volta, quanti tipi di carta da forno esistono sul mercato. Effettivamente questo prodotto, nella sua semplicità formale, ha rivoluzionato il modo di fare cucina o, almeno, ha reso il tutto più semplice.

Di fatto, infatti, questo tipo di carta è utilizzato soprattutto in sostituzione di materiali grassi come il burro o l’olio per staccare facilmente dalla superficie un preciso alimento. Per realizzare la così detta cottura al cartoccio, anche questa particolarmente sana e priva di grassi aggiunti.

Detto questo, dunque, non è poi strano che in commercio ne siano stati messi di vario tipo, ognuno dei quali risponde a una precisa esigenza.

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In modo particolare, esistono due diversi tipologie di carta, quella pergamena e quella patinata. La carta pergamena è realizzata sottoponendo i fogli di pasta di carta a un bagno di acido solforico o, in alcuni casi di cloruro di zinco. Si tratta di un processo chimico che, dopo avere dissolto o gelatinizzata la carta, è invertito per eliminare ogni traccia di sostanze chimiche, oltre a agevolare nell’asciugatura della carta stessa. Dopo questo processo si otterrà un materiale con dei legami microscopici gli vengono conferite delle caratteristiche particolari come l’alta densità, la stabilità, la resistenza al calore e la bassa tensione superficiale, caratteristica questa che regala a questo oggetto la sua caratteristica principale, ossia l’anti aderenza. Inoltre, alla fine di tutto questo processo, la carta avrà un aspetto molto simile a quello della pergamena tradizionale.

Il secondo tipo di carta da forno è quella patinata. In questo caso le proprietà antiaderenti possono essere ottenute utilizzando una carta patinata. Per ottenere il risultato desiderato, infatti, è sufficiente che sulla carta sia depositato un agente di rilascio adatto, un rivestimento con una bassa tensione superficiale e la capacità di resistere alle temperature di un forno. In sostanza è frequente che venga utilizzato il silicone, a sua volta trattato con un catalizzatore specifico. Ovviamente, alla base di tutte e due le carte da forno considerate fino ad ora ci sono le fibre di cellulosa ricavate da legname finlandese gestito in modo sostenibile proprio per proteggere le foreste. Una volta terminati tutti i procedimenti chimici, il prodotto è certificato per il contatto con gli alimenti e risulta essere sempre testato per controllare che non ci siano eventuali migrazioni. Il tutto è realizzato nel rispetto delle norme.

Per quanto riguarda la carta da forno, però, quello che salta agli occhi a un primo sguardo, è la dicitura secondo cui questa può presentare segni di disintegrazione una volta raggiunti i 200 gradi. Questo vuol dire che oltre quella temperatura, potrebbe iniziare a disgregarsi il che vuol dire che alcuni elementi composti potrebbero migrare negli alimenti avvolti nella carta da forno.

Un altro elemento da considerare sono le variabili che si possono presentare, secondo i diversi marchi messi in commercio. Questo avviene perché ogni produttore utilizza delle composizioni proprie e personali. Un fattore possibile sempre che siano impiegati comunque gli elementi presenti nelle norme di sicurezza e che siano effettuati tutti i controlli per assicurarsi la sicurezza alimentare. Inoltre i produttori devono fare dichiarazioni di conformità e controlli, supportati da test chimici come quelli di purezza. In modo particolare si deve verificare che siano rispettati i limiti di alcune sostanze potenzialmente nocive.

Nel caso, invece, quanto detto fino a qui non vi abbia convinto del tutto, considerate che potete utilizzare anche la così detta carta stagnola. Questa, anche detta d’alluminio, è abbastanza modellabile e riesce a resistere in forno a temperature piuttosto alte. Queste, infatti, vanno tranquillamente dai 30 ai 220 gradi centigradi ed è consigliabile soprattutto per quelle che vengono definite come cotture al cartoccio. Detto questo, però, bisogna considerare alcuni elementi. Per esempio, l’alluminio non va mai messo a contatto con la fiamma o con le resistenze elettriche. Questo perché potrebbe prendere fuoco molto velocemente. Inoltre non deve essere usata per la conservazione dei cibi acidi, ma può essere impiegata per foderare la teglia o la pirofila del forno, nel caso non sia abbia a disposizione della carta da forno o sia scelto di non impiegarla. Anche in questo caso, però, è consigliabile fare sempre riferimento all’etichetta, giusto per assicurarsi di trovarsi davanti ad un prodotto realizzato nel rispetto delle norme.

Seguendo le indicazioni proposte in questa guida è possibile scegliere la migliore carta da cucina in modo semplice e veloce.

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