In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come scegliere il migliore lavatappeti per le proprie esigenze.

I tappeti conferiscono un calore particolare a qualsiasi ambiente casalingo. Nonostante la loro bellezza, però, spesso impegnano i loro proprietari in attente opere di manutenzione. Non è raro, infatti, che i tappeti siano deputati a raccogliere naturalmente della polvere o a essere, più facilmente, soggetti a macchie poco gradevoli.

Tra i loro maggiori nemici ci sono la vivacità dei bambini, la tenerezza dei nostri cuccioli e il normale desiderio di socializzare organizzando cene e feste con i propri amici. Risulta essere ovvio che non è nemmeno pensabile rinunciare a tutti questi momenti che arricchiscono la quotidianità allo scopo di mantenere in perfetto ordine i propri tappeti.

L’unica soluzione cui fare appello, a questo punto, è un lavatappeti che, anche grazie all’azione del vapore, si rivela essere un ottimo alleato nei casi più difficili.

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L’utilizzo di un lavatappeti non richiede un impegno eccessivo. Il primo passo è caratterizzato proprio dal passare l’aspirapolvere sulla superficie interessata per andare a eliminare lo sporco rappresentato dalla polvere o dai peli dei cani. Fatto questo, poi, è il caso di andare a intervenire sulle macchie più resistenti, spruzzando dell’acqua calda, che deve essere lasciata agire solo per pochi minuti. Una volta fatto questo, è la volta di riempire il serbatoio del proprio lavatappeti con dell’acqua tiepida. Per avviare l’operazione, poi, è necessario accendere l’interruttore per fare in modo che il riscaldatore incorporato agisca in modo opportuno sull’acqua portandola a giusta temperatura.

A questo punto è sufficiente spingere il pulsante del vapore per iniziare l’effettiva azione di pulitura. Il macchinario deve essere spinto avanti indietro sul tappeto senza, però, bagnarlo in modo eccessivo. A questo punto si dovrà continuare in questo modo fino a quando il tappeto non sarà completamente pulito. Prima di riporre il tutto, però, si deve essere anche certi di avere consumato tutta l’acqua presente nel serbatoio. In caso contrario è necessario provvedere a svuotare il liquido residuo. Se questo non venisse fatto, la stagnazione per lungo tempo potrebbe causare dei successivi mal funzionamenti del macchinario. Anche per quanto riguarda il tappeto si deve prestare particolare attenzione all’eventuale presenza di acqua residua e di umidità. La superficie, infatti, deve essere perfettamente asciutta, soprattutto in caso in cui il tappeto sia riposto.

Da questa prima descrizione, dunque, è chiaro che l’attività, anche se non particolarmente impegnativa, richiede comunque la capacità di sfoggiare una grande pazienza. La fretta non è assolutamente indicata in questo tipo di pulizia che, invece, da grande soddisfazione se si agisce con la giusta precisione. In sostanza non è consigliabile programmare una polizia dei tappeti semplicemente a tempo perso.

Chiarita la tecnica da utilizzare per pulire i tappeti, adesso è il momento di andare a vedere più da vicino in cosa consiste un lavatappeti, per garantire una scelta migliore al momento dell’acquisto. Dal punto di vista strutturale, questi pulitori a vapori sono composti di un serbatoio con all’interno una resistenza elettrica, necessaria per trasformare l’acqua in vapore, un termostato per controllare la temperatura, una valvola di sicurezza per mantenere la giusta pressione e, per finire, un tubo o una bocchetta ai quali è possibile agganciare i diversi accessori pensati proprio per la pulizia.

Stabilito questo, però, è anche importante sapere che in commercio esistono modelli diversi. Si va dalle pistole portatili, fino alle scope a vapore per terminare con i modelli più tradizionali, per cui si deve essere pronti a spendere intorno ai 70 euro. Ognuno di questi modelli, ovviamente, ha delle caratteristiche particolari.

I pulitori tradizionali sono forniti di varie spazzole e di tubi, rigidi e flessibili a seconda delle diverse esigenze. Le pistole, invece, hanno il pregio, rispetto ai primi, di essere sicuramente più maneggevoli. Chiudiamo con le scope a vapore che si trovano perfettamente in una via di mezzo, visto che abbinano maneggevolezza a una maggiore versatilità.

Comunque, qualunque sia il modello preferito, al momento dell’acquisto bisogna fare attenzione a determinati elementi. Uno di questi è il numero e il tipo di accessori presenti nella confezione originaria, visto che rappresentano quel qualcosa in più capace di rendere unico e particolarmente adattabile il macchinario appena acquistato. Per quanto riguarda la smacchiatura dei tappeti, è fondamentale assicurarsi di avere la bocchetta a lancia. Grazie a questo elemento, infatti, è possibile pulire tra le macchie più resistenti sui tessuti.

Altri aspetti da considerare, poi, sono il serbatoio, le dimensioni, il peso e la regolazione del getto di vapore. Per quanto riguarda il serbatoio, sarebbe meglio scegliere un modello rimovibile. Nei macchinari più datati, infatti, questo non poteva essere rimosso o aperto durante l’utilizzo. Bisognava quindi attendere che avvenisse il raffreddamento prima di riempirlo nuovamente di acqua. Dunque, la moderna possibilità di rimboccare continuamente, permette al pulitore a vapore di mostrare un’autonomia quasi illimitata.

Direttamente legato alla quantità di acqua, poi, è anche il peso del macchinario. Questo aspetto potrebbe avere importanze durante una pulizia prolungata. Le dimensioni, invece, non hanno alcuna valenza per quanto riguarda le funzioni durante le attività di pulitura. Diversamente, invece, l’aspetto incide solamente sullo spazio che si ha a disposizione per riporlo.

Ultima caratteristica da considerare, e anche la più importante ai fini di un ottimo risultato nello smacchiamento dei tappeti, è la regolazione del vapore. Questa funzione, infatti, è necessaria per evitare di rovinare diverse superfici al momento del lavoro.

Nonostante tutto questo, però, è importante essere consapevoli del fatto che, l’unico e solo utilizzo di un lavatappeti a vapore non è sufficiente per ottenere il migliore dei risultati. Ecco perchè, dunque, prima di affidarsi ai vantaggi del vapore, è comunque necessario agire anche con degli smacchiatori. Un fatto, però, è assolutamente certo. L’utilizzo del vapore è in grado di rendere più brillanti i colori dei vostri tappeti.

A questo punto, messi in evidenza glia aspetti positivi e negativi dello strumento, vediamo che tipo di impegno economico è necessario per questo macchinario. Iniziamo con il dire che una scopa a vapore non è un elettrodomestico particolarmente costoso. Sul mercato, infatti, è possibile trovare più di una proposta vantaggiosa per le esigenze economiche di ognuno. Cercando di quantificare, possiamo dire che si va da una cifra inferiore a 100 euro fino a arrivare al doppio. I prezzi sono influenzati essenzialmente dai materiali con cui vengono realizzate le scope a vapore. Incidono allo stesso modo, poi, anche la potenza e la pressione del getto di vapore. A questo punto, non rimane che fissare una giornata per organizzare il lavaggio dei propri tappeti. Nonostante gli strumenti giusti e la buona volontà, però, consigliamo di rivolgersi sempre a degli esperti del settore, se si ha a che fare con dei tappeti particolarmente pregiati o delicati.

Seguendo i consigli proposti in questa guida è possibile scegliere il  migliore lavatappeti in modo semplice e veloce.

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