Per il riscaldamento della casa, in inverno, in alcune situazioni non si può fare solo ricorso al tradizionale impianto di riscaldamento ma anche possiamo fornirci di radiatori elettrici (che non si possono collegare all’impianto) oppure a termoventilatori o a termoconvettori per stanze più grandi che con dei getti di aria calda riscaldano più velocemente l’ambiente circostante.

Quindi in base alla necessità di collegare o meno questi apparecchi all’impianto o in base ai mq di stanza da riscaldare sul mercato c’è un’ampia scelta: si va dai radiatori elettrici a quelli ad olio, dalle stufette elettriche ai termoventilatori.

Ecco una guida che vi aiuterà a scegliere quello più adatto alle vostre esigenze, soffermandoci sempre anche sulla voce consumi.

In casa è sempre bene avere un termoventilatore, un radiatore elettrico o una stufetta elettrica che riscaldano l’aria in pochi minuti.

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I termoventilatori riscaldano rapidamente l’ambiente, visto che il calore emesso da una resistenza è diffuso da un piccolo ventilatore interno. Hanno potenza fino a 2.000 Watt e possono essere installati a parete. I modelli da bagno sono protetti contro gli spruzzi d’acqua e vanno sistemati a non meno di 60 cm dal bordo della vasca.

I termoconvettori sono più grandi dei termoventilatori, ma diffondono il calore meno rapidamente. Per questo alcuni modelli sono dotati di una ventola che ne accelera la distribuzione.

I radiatori elettrici ad olio riscaldano l’ambiente come un normale calorifero, pur essendo elettrici. Riscaldano gli ambienti meno rapidamente, ma una volta spenti mantengono più a lungo il calore nella stanza.

I radiatori al quarzo sono apparecchi da parete per ambienti che richiedono un’area limitata di riscaldamento. Emettono calore sotto forma di radiazioni infrarosse, producendo calore direttamente sul corpo umano.

Tutti questi sistemi di riscaldamento devono essere utilizzati con attenzione e soprattutto tenendoli lontano dall’acqua. Se desiderate pulirli prima di tutto staccate la spina. Bisogna sempre tenere libere e pulite le griglie di ventilazione. Per pulirle, utilizzare un panno umido con un pò di detergente.Si raccomanda di sistemare gli apparecchi lontani da rubinetti, cavi elettrici, tende o asciugamani.

Evitate l’uso di prolunghe, adattatori o prese multiple: se non sono ben funzionanti, l’apparecchio può fondersi provocando un corto circuito. Regolate il termostato su temperature medie per evitare consumi eccessivi. Non utilizzate assolutamente questi apparecchi per asciugare i panni bagnati stendendoli sopra.

Radiatori elettrici

I radiatori elettrici sono indicati per potenziare il riscaldamento o nel caso manchi l’impianto termico perché non sono possibili allacciamenti idraulici. Ne esistono diversi tipi per specifiche esigenze. Si tratta di radiatori che funzionano a energia elettrica e che per questo vengono chiamati anche elettroradiatori. Questo tipo di apparecchio di riscaldamento si appoggia in genere su ruote ed è quindi facile da trasportare nelle stanze dove serve. Anche se hanno potenze termiche elevate, fino a 2.000 W, non sono in grado di riscaldare un’intera abitazione.

Per i consumi energetici piuttosto elevati e il limitato raggio d’azione, i radiatori elettrici sono adatti ad ambienti piccoli o come complemento all’impianto di riscaldamento centralizzato. Alcuni modelli sono forniti di diverse potenze, di protezione antigelo e di termostato regolabile per raggiungere il caldo in pochi minuti. Altri hanno una superficie radiante potenziata anche del 35%.

La conformazione dei radiatori elettrici, che non sono accostati al muro come quelli ad allacciamento idraulico, favorisce ” l’effetto camino “. L’aria fredda che sale dal pavimento passa attraverso la struttura delle lamelle dotate di canali e viene convogliata nell’ambiente da riscaldare. Per questo motivo, per aumentare il potere riscaldante, alcuni modelli di radiatori elettrici hanno griglie laterali che liberano il 20% in più di calore.

Nel radiatore elettrico ad olio, una resistenza elettrica interna riscalda l’olio diatermico, un prodotto a base di paraffina che accumula e diffonde molto calore senza però raggiungere temperature superficiali troppo alte. I radiatori sono a tenuta stagna. In fase di costruzione, l’olio viene inserito già caldo, perché altrimenti riscaldandosi aumenterebbe di volume. La resistenza deve essere dotata di un termostato di sicurezza che, secondo le più recenti normative europee, non deve essere tarato oltre gli 80 °C.

Quasi tutti gli apparecchi vengono ora verniciati con polveri epossidiche che, a differenza di quelle elettrostatiche da forno usate in passato, eliminano il rischio di cattivi odori quando si accende il radiatore. Alcuni radiatori elettrici ad olio presentano un timer per la programmazione del riscaldamento nelle 24 ore, hanno una struttura particolare che accelera e amplifica il potere riscaldante.

Altri sono anche dotati di serbatoio dell’acqua per umidificare l’aria. Possono essere facilmente trasportabili grazie a 2 o a 4 ruote direzionabili con magari in aggiunta anche un vano avvolgicavo per rendere meno faticosa la suo conservazione.

Consumi del radiatore elettrico

Il consumo medio di un radiatore elettrico con 6 elementi è di circa 1,2 kW/h, ma sale oltre i 2 kW/h se gli elementi sono 10. Prima di acquistarlo, considerare quindi l’assorbimento elettrico totale del contatore. Se il radiatore consuma 2.500 W e si ha un contatore standard da 3 kW, bisogna infatti staccare il boiler elettrico e non far funzionare in contemporanea gli elettrodomestici a più elevato consumo.

Per risparmiare energia e quindi avere un radiatore e basso consumo, preferite modelli con due resistenze che, secondo necessità, si azionano in modo indipendente Per esempio, se si ha bisogno di un radiatore con potenza massima di 1,5 kW/h, sceglierlo con doppio interruttore per far funzionare in modo autonomo una resistenza da 650 W e una da 850. Accendere entrambe le resistenze per 15 minuti.

Spegnendo quindi quella meno potente, il calore necessario viene ugualmente diffuso, ma si ha un risparmio di energia del 35%. Controllare che il radiatore abbia il termostato ambiente per regolare la temperatura del locale.

Stufa elettrica con luce alogena

Per sviluppare un calore diffuso che dà la piacevole sensazione di stare davanti a un camino, si può scegliere una stufa elettrica che irradia il calore istantaneamente, tramite una luce alogena che ha caratteristiche diverse da quelle di una normale resistenza.

Le potenze variano tra 1.000 a 1.880 W e i modelli più efficaci hanno un diffusore in alluminio sagomato a nido d’ape che permette la rifrazione della luce e potenzia la trasmissione del caldo. Per aumentarne il raggio di diffusione e distribuire in modo omogeneo il calore, scegliete i modelli oscillanti.

Verificate, inoltre, che abbiano l’interruttore di sicurezza che disattiva il circuito elettrico in caso di caduta accidentale.

Termoconvettore

Vi sono apparecchi leggeri e facili da spostare che riscaldano gli ambienti con getti d’aria calda. A seconda delle dimensioni, sono indicati per il bagno o per ambienti più grandi. Per riscaldare in fretta i piccoli ambienti si può usare il termoventilatore che ha un ingombro minimo. L’aria, riscaldata dalla resistenza elettrica, è diffusa forzatamente da una ventola. La maggior parte dei modelli è d’appoggio, ma vi sono anche quelli predisposti per l’installazione a parete.

Per ambienti più grandi si consiglia l’uso del termoconvettore che è più simile a un radiatore elettrico. Il termoconvettore diffonde il calore meno rapidamente, ma risparmia l’energia consumata dalla ventola. L’aria riscaldata dalla resistenza sale dall’apparecchio verso l’ambiente per convezione naturale, diffondendosi in modo uniforme.

Termoventilatore

Il tradizionale radiatore si può sostituire con un termoventilatore, collegabile allo stesso impianto idraulico di riscaldamento. L’apparecchio, una volta acceso, riscalda il locale in pochi minuti emettendo un getto d’aria a intensità regolabile mentre il funzionamento è del tutto silenzioso.

A differenza del normale radiatore, garantisce un’elevata pulizia dell’aria nell’ambiente grazie al sistema di filtrazione; non carbonizza il pulviscolo atmosferico, così le pareti intorno non si sporcano.

Il termoventilatore, collegato d’estate con un’unità refrigerante, può svolgere anche la funzione di condizionatore. Se lo si usa anche per raffreddare, meglio installarlo in fase di ristrutturazione in quanto richiede l’inserimento di tubi coibentati per il passaggio di acqua fredda.

Piastre radianti

Per usufruire di un calore sotto forma di radiazioni termiche simili a quelle emanate dal sole vi sono le piastre elettriche in ghisa. Il vantaggio di questi apparecchi è che sono ad alta inerzia termica, immagazzinano cioè molto calore, lo trattengono a lungo e lo rilasciano lentamente. Una volta spenti, riscaldano ancora l’ambiente per circa 2 ore, al 50% nella seconda ora.

Preferire modelli a doppio spessore con due lastre termiche accoppiate con piastre di almeno 70×70 cm. Con tali misure riscaldano ambienti dove le temperature esterne scendono spesso sotto gli 0 gradi, un volume di 2 o 3 volte superiore, a parità di potenza, rispetto ai radiatori elettrici a olio.

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