In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come scegliere il migliore taglia tartufo per le proprie esigenze.

Un semplice tubero diventare un elemento prezioso, oltre che gustoso, capace di arricchire le tavole italiane e di impoverire notevolmente il portafogli dei commensali. Questo è il mistero che si nasconde dietro l’utilizzo e il piacere che si ottiene dall’odorare l’inconfondibile profumo del tartufo.

Che sia nero o bianco, come la preziosa qualità d’Alba, questo alimento è riuscito a conquistare non solo i palati di tutto il mondo, ma anche l’attenzione delle più famose case d’asta. Non è raro, infatti, ritrovare notizia sui giornali di tuberi eccezionalmente grandi battuti e aggiudicati per una notevole quantità di euro. Ecco che, dunque, chi possiede la passione per il tartufo ed ha anche la fortuna di farsi accompagnare da un cane con un naso allenato, può sperare di diventare ricco. Nella peggiore delle ipotesi, poi, si può sempre avere a disposizione una buona quantità di tartufo per il proprio uso domestico.

Oggi il tartufo viene considerato, dunque, come un alimento pregiato, ma le sue origini vengono da lontano, visto che la sua presenza è rintracciata addirittura sulle tavole degli antichi. Nello specifico, però, il nome viene coniato nel Medioevo e deriva dalla somiglianza che era possibile riscontrare con il tufo, ossia una pietra porosa tipica dell’Italia centrale. Da qui i vari dialetti hanno coniato diversi termini per definirlo, andando da terra tufide, tartufola, trifula e trifola, fino a quando, nel seicento, non si arrivò proprio al nome tartufo.

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Stabilite le sue origini, però, torniamo per un attimo alle motivazioni che hanno decretato l’attuale preziosità e, quindi, anche la necessità di utilizzare l’alimento con attenzione, andando ad evitare qualsiasi tipo di spreco. Molto dipende dal fatto che i tartufi sono relativamente rari, visto che la loro crescita dipende da molti e diversi fattori ambientali, oltre che stagionali. Per questo motivo, dunque, si arriva a pagare cifre veramente elevate per poter gustare le qualità più pregiate. Tanto per fare un esempio, il bianco più prezioso può arrivare a costare anche 4500 euro al chilo. Vista l’importanza delle cifre, dunque, è fondamentale che il tartufo venga trattato nei modi e con gli strumenti più adeguati. Per quanto riguarda proprio la categoria della strumentazione entra in gioco il taglia tartufo, un oggetto dalle dimensioni anche piuttosto limitate ma che dimostra di essere essenziale per ottenere proprio la migliore affettatura.

Per chi non è addentrato nel mondo del tartufo potrebbe sembrare un acquisto accessorio, quasi superfluo, ma i più appassionati conoscono alla perfezione il valore della giusta dose da utilizzare su di un tagliolino o su di un uovo al tegame. Per soddisfare le loro esigenze, dunque, le varie aziende dedicate al mondo della cucina, hanno messo sul mercato diversi modelli. Questi differiscono sia per dimensioni che per struttura, soprattutto della lama, senza dimenticare anche la qualità dei materiali utilizzati.

A questo punto, però, come scegliere il modello di taglia tartufo migliore. Osservando le varie offerte disponibili salta immediatamente agli occhi che l’elemento strutturale più importante di questo oggetto è la lama. Che sia diritta o ondulata, infatti, permette di ottenere sempre il consumo della giusta quantità di prodotto evitando dell’inutile spreco. A rendere questo particolare così importante, poi, è soprattutto la possibilità di andare a variare lo spessore della fetta, senza incorrere in nessuna possibilità di errore. Altro aspetto importante, poi, è rappresentato dal materiale con cui questa, oltre a tutto il corpo del taglia tartufi, viene realizzata. Tra le varie possibilità, ovviamente, si deve preferire sempre quella in acciaio. In questo modo, infatti, si è sicuri che la lama riuscirà a passare indenne lo scorrere del tempo e l’usura. Per quanto riguarda il corpo o la struttura di tutto l’oggetto, poi, è possibile scegliere tra soluzioni in legno e in acciaio inox. Anche in questo caso si consiglia di scegliere la seconda possibilità. Il legno, infatti, pur garantendo al taglia tartufi un aspetto particolarmente rustico e in tema con la natura terricola del tubero, con il tempo potrebbe impregnarsi del suo profumo forte ed intenso, rendendo impossibile o poco apprezzabile l’utilizzo dello strumento anche per altri alimenti.

Non bisogna dimenticare, infatti, che l’oggetto può mostrare la sua utilità in altre applicazioni come, ad esempio, nel taglio dei funghi o di altre verdure. Per completare la descrizione, poi, possiamo anche affermare che un taglia tartufo deve essere leggero e facilmente maneggevole. Concludiamo con un elemento pratico che dimostra di avere sempre la sua importanza, ossia il prezzo. Risulta essere vero che, chiunque sia disposto ad acquistare una certa quantità di tartufo non bada all’aspetto economico. Nonostante questo, comunque, vale sempre la pena chiarire anche questo aspetto che dimostra di non essere gravoso. Per acquistare un buon taglia tartufi, infatti, è possibile decidere di spendere un minimo di 19 euro fino ad un massimo di 38 euro.

Seguendo le indicazioni proposte in questa guida è possibile scegliere il migliore taglia tartufo in modo semplice e veloce.

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