Ormai con l’arrivo del primo freddo entra in azione la caldaia, un apparecchio per il riscaldamento di casa che può sfruttare o il gpl o il metano. Una cosa importante da sapere sulle caldaie è la verifica obbligatoria da fare per legge prima dell’inverno, che garantisce l’efficienza e la sicurezza degli impianti di riscaldamento.

Questa manutenzione, per garantire efficienza e sicurezza alla caldaia, deve essere eseguita da un tecnico professionista abilitato che ogni anno svolgerà la giusta assistenza e la manutenzione ordinaria dell’impianto.

In questa guida cercheremo di spiegarvi quali tipi di caldaie esistono, come sceglierle, l’installazione e tutte le responsabilità che per legge spettano al responsabile dell’impianto e al tecnico specializzato.

Vi aiuteremo a capire come risparmiare sui consumi con la giusta manutenzione e l’uso corretto di caldaia e termosifoni e come valutare le caldaie anche in base al differente consumo di combustibile. Quindi cominciamo col parlarvi di caldaie, caldaie a camera stagna, a camera aperta e di caldaie murali o a basamento.

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La caldaia è l’elemento in cui brucia il combustibile, per scaldare l’acqua e portarla a una temperatura tra 50 °C e 90 °C, necessaria all’uso domestico. La caldaia al suo interno si serve di un bruciatore e cioè di un apparecchiatura che crea la giusta miscela di combustibile e aria, garantendo la corretta combustione.

Un dispositivo utile che deve essere presente nella caldaia è il controllo della fiamma a ionizzazione. Questo è formato da un elettrodo all’interno della fiamma. Il suo funzionamento si basa sulla conducibilità elettrica degli ioni della fiamma. Durante la combustione si genera corrente elettrica e le valvole di erogazione del gas restano aperte mentre in assenza di fiamma la fuoriuscita del gas si blocca immediatamente.

La caldaia ha una potenza termica che si differenzia in

potenza termica al focolare, cioè la quantità di calore sviluppata per ogni ora nella camera di combustione, dove il bruciatore miscela l’aria con il combustibile.

potenza termica utile, ossia la quantità di calore effettivamente trasferita per ogni ora all’acqua in circolo. La differenza tra i due dati è dovuta alle dispersioni termiche dell’acqua durante il percorso. La caldaia con il migliore rendimento è quella in cui la potenza al focolare è vicina alla potenza utile.

Man mano che il freddo si fa sentire in molte case italiane si comincerà ad accendere la caldaia per il riscaldamento delle stanze. Nautalmente l’ideale sarebbe quello di riscaldare senza sprechi. Il modello va scelto anche in base al locale dove si installa ed è importante non trascurare controlli e manutenzione. Ad esempio caldaie con portata fino a 35 kW possono alimentare l’impianto di riscaldamento individuale e produrre acqua calda per tutta l’abitazione.

Prima di tutto dobbiamo precisare che le caldaie non sono tutte uguali. A seconda dell’utilizzo e delle prestazioni che si ritengono necessarie, ma anche del punto della casa in cui si mettono, alcuni modelli sono studiati per garantire sempre il migliore risultato. In base alla scopo che devono assolvere troviamo in commercio sia caldaie per interno, anche da incasso, che per esterno. Infatti ci sono caldaie moderne che occupano lo spazio di un pensile essendo larghe 40-45 cm e profonde meno di 35 cm.

Queste a profondità ridotta possono essere anche installate in una nicchia e nascosta, in parte o completamente, alla vista. Colorate o bianche, possono risaltare oppure mimetizzarsi tra i pensili, fino quasi a scomparire. Un’altra alternativa, per non occupare spazio utile in casa ed eliminare i problemi d’aerazione nel locale in cui si installa la caldaia, è quella di montarla all’esterno, anche in un angolo riparato del terrazzo. Naturalmente bisogna accertarsi di scegliere modelli specifici, resistenti agli agenti atmosferici e alla corrosione.

Come avrete ben capito, le caldaie disponibili sono di tipi differenti e specifiche per il luogo in cui si intende installarla. Uno dei tanti modelli in commercio è quello ad accensione elettronica che permette di risparmiare energia, perché la caldaia elettronica non ha bisogno di fiamma pilota per entrare in funzione. La scintilla prodotta dalla centralina elettronica del generatore accende la fiamma solo quando il termostato ambientale segnala che bisogna riaccendere il bruciatore per mantenere la temperatura desiderata; o, nel caso di quelle istantanee, quando si apre il rubinetto dell’acqua calda.

Caldaie a camera aperta e a camera stagna

La prima distinzione da fare fra i diversi modelli di caldaia è quella relativa al tiraggio dell’aria.

Caldaie a camera aperta
Questo tipo di caldaie vengono chiamate anche “a tiraggio naturale” o a fiamma libera: prelevano dall’ambiente in cui è installata l’aria per la combustione tramite un’apertura. I fumi sono espulsi attraverso una canna fumaria che sfocia in un camino.

I modelli in commercio sono dotati di un dispositivo di sicurezza che ne blocca il funzionamento in caso di anomalia nel sistema di scarico fumi, ma possono comunque essere installate solo all’esterno (naturalmente deve essere resistente agli agenti atmosferici) o in locali ben aerati.

Risulta essere sempre vietato collocarle in bagno o in camera da letto. Di solito nella fase di combustione, si libera monossido di carbonio, anche se in dosi non nocive per l’organismo umano. Alcuni modelli sono dotati di dispositivi che, premiscelando il gas, limitano queste emissioni a livelli innocui.

Caldaie a camera stagna

In questi modelli la fiamma è isolata dall’ambiente; l’aria è prelevata dall’esterno attraverso un tubo, usato anche per espellere i fumi di combustione. Il tiraggio avviene in maniera forzata attraverso un ventilatore posto all’interno del circuito di combustione della caldaia. Costa di più di una a camera aperta ma per le sue caratteristiche, questo tipo di caldaia si può installare ovunque. In cucina è possibile anche nasconderla dietro un’anta uguale ai pensili.

Caldaie a bassa temperatura e caldaie a alta temperatura
Esistono in commercio diversi tipi di caldaie. Ad esempio quelle ad alta temperatura (a camera aperta o stagna), per funzionare hanno bisogno che l’acqua presente nel loro serbatoio, raggiunga una determinata temperatura, per cui il consumo di combustibile è maggiore perché deve scaldare l’acqua fino numero di gradi richiesto.

Invece le caldaie a bassa temperatura, sempre o a camera stagna o aperta, possono funzionare con una temperatura dell’acqua inferiore (di circa 30-40°C) e generalmente hanno un termostato che si adegua alla temperatura esterna.

Caldaia a condensazione – Come funziona

A differenza degli altri modelli, la caldaia a condensazione recupera il calore del gas di scarico, condensandolo e riutilizzandolo per riscaldare. Permette quindi un notevole risparmio energetico e inquina fino al 60% in meno. Il costo iniziale, superiore anche del 40%, è ripagato da un rendimento superiore fino al 15%.

Infatti la spesa viene recuperata nel giro di poche stagioni, grazie all’abbattimento dei consumi dovuto all’alto rendimento di queste caldaie, che riutilizzano il calore sprigionato dalla combustione dei fumi e quello dei vapori per produrre e rimettere in circolo nuovo calore. Un altro vantaggio è quello di essere a tenuta stagna, quindi installabili in ogni ambiente della casa, ma serve un tubo per eliminare l’acqua di condensa.

La rete di distribuzione

Un impianto di riscaldamento, centralizzato o autonomo, è costituito da tre elementi fondamentali:

la caldaia

la rete di distribuzione

i terminali.

rete di distribuzioneIn particolare la rete di distribuzione è costituita da tutte le tubazioni che collegano la caldaia ai termosifoni. Nei condomini, l’acqua calda, a una temperatura tra 50 °C e 90 °C, parte dalla caldaia e attraversa le tubazioni di mandata, quindi riscalda attraverso i radiatori l’ambiente circostante e ritorna, più fredda, verso la caldaia di partenza.

Poiché le tubazioni sono la parte meno visibile dell’impianto e il loro stato è verificabile soltanto da un tecnico, è importante mantenerle sempre in buona efficienza e farle controllare una volta ogni due anni. Il momento per un controllo generale dell’impianto è quello precedente la riattivazione. Per limitare le dispersioni dovreste far controllare a un tecnico che i tubi dell’impianto, siano essi in acciaio, rame o Pvc, siano protetti da uno strato di materiale isolante, scelto in funzione del diametro della tubazione, del tipo di isolante adottato e dello spessore della parete o del pavimento che attraversano.

Scegliere il materiale valutando la conducibilità termica del prodotto, importante per limitare le dispersioni termiche. I tubi metallici sono i più adatti, perché hanno una conducibilità molto più alta rispetto agli altri materiali. In alternativa, i tubi possono essere in materiale plastico: Pvc, polibutilene, polipropilene; o metallico: rame, acciaio. È comunque sempre necessario rivestire i tubi con una guaina isolante, quale che sia il materiale impiegato.

Suggerimenti per fare funzionare l’impianto

L’impianto di riscaldamento a partire dalla caldaia, perchè assicuri il giusto calore e anche un risparmio energetico, deve essere utilizzato in modo corretto. Quindi, per prima cosa, informatevi sul periodo dell’anno durante il quale si possono tenere in funzione gli impianti di riscaldamento e il numero massimo di ore al giorno previste dalla legge (i limiti dipendono dal clima della località e dal tipo di impianto e per conoscerli basta rivolgersi al comune).

Risulta essere consigliabile mantenere una temperatura media degli ambienti non superiore a 20°C circa e non coprire i termosifoni con mobili o tende, perché ostacolando la diffusione del calore, per raggiungere la temperatura prevista si consuma più combustibile. Si raccomanda di spegnere l’impianto almeno un’ora prima di andare a dormire o di uscire di casa e di lasciare aperte le porte e le finestre solo il tempo necessario per il cambio dell’aria.

Un consiglio, infine, per chi ha un impianto di riscaldamento condominiale: informarsi sulla possibilità di installare un sistema di contabilizzazione individuale del calore, che permette di mantenere i vantaggi dell’impianto centralizzato per sicurezza e rendimento energetico e in contemporanea, di godere dell’autonomia di gestione propria di un impianto individuale. Si tratta di una procedura semplice, che non richiede alcuna opera muraria.

Radiatori termosifoni

I terminali dell’impianto sono gli elementi attraverso i quali il calore viene ceduto all’ambiente da riscaldare. Detti termosifoni o radiatori, sono la parte più visibile e accessibile dell’impianto. I radiatori possono essere in ghisa, in acciaio o in alluminio e quasi tutti trasmettono il calore per convezione, scaldando l’aria che circonda il termosifone. I radiatori in ghisa mantengono a lungo il calore, anche a impianto spento; sono di solito più ingombranti dei modelli in alluminio o in acciaio e impiegano più tempo per diventare caldi mentre i radiatori in alluminio o acciaio si scaldano rapidamente, sono meno ingombranti e si raffreddano in un tempo minore. I radiatori in alluminio o in acciaio rispetto ai radiatori in ghisa, trasmettono meglio il calore e hanno un contenuto d’acqua più ridotto, circa 70-80 litri in meno; non arrugginiscono e sono facili da pulire perché le loro superfici sono lisce e antistatiche.

Che siano in ghisa, in acciaio o in alluminio sui singoli radiatori si può installare una valvola termostatica, che regola la temperatura di ogni ambiente registrando gli apporti di energia dovuti, per esempio, alla presenza di persone, ai raggi del sole e agli elettrodomestici. La valvola termostatica è provvista di una manopola graduata sulla quale si fissa la temperatura desiderata. La valvola si chiude quando la temperatura dell’ambiente si avvicina a quella desiderata, consentendo di convogliare ulteriore acqua calda verso gli altri radiatori ancora aperti. Il risparmio di energia dato dall’uso delle valvole termostatiche arriva anche al 20% ma la loro installazione richiede l’intervento di un tecnico.

Termostato caldaia e cronotermostato

I sistemi di regolazione dell’impianto servono a ottenere una temperatura il più costante possibile in tutti gli ambienti, quali che siano le condizioni climatiche esterne. Per fare questo, i termostati accendono e spengono automaticamente la caldaia.

Si installano sulla caldaia e si dividono in:

termostati, che regolano la temperatura scelta per ogni ambiente;

cronotermostati, che regolano la temperatura scelta per ogni ambiente, permettendo anche di programmare gli orari.

In particolare il cronotermostato è l’apparecchio che, rilevando la temperatura ambiente, avvia o interrompe il funzionamento della caldaia. Permette di controllarla anche quando si è fuori casa, effettuando una programmazione giornaliera o anche per l’intera settimana. Per potere regolare la temperatura nell’abitazione, è importante la posizione del pannello comandi delle caldaie da esterno.

Per un corretto funzionamento dell’impianto, il pannello di controllo va installato su una parete non perimetrale e dove non passano tubi dell’acqua calda o fredda; a una distanza di circa 150 cm dal pavimento e lontano da porte, finestre, termosifoni, climatizzatori, cucine.

Come scegliere

Per un’abitazione di pochi locali sono indicate le caldaie murali (a parete). Leggere e poco ingombranti, si appendono come un pensile. I modelli a parete si installano tra i mobili del bagno o della cucina, anche chiusi da un’anta per nasconderli. Sono adatte le caldaie a camera stagna, che non prelevano l’aria dall’ambiente circostante e possono essere chiuse senza problemi.

Le caldaie murali possono essere anche miste ovvero avere in più anche la funzione di scaldabagno appunto per riscaldare l’acqua per scopi igenico-sanitari. Quelle a basamento hanno potenza maggiore e sono quindi adatte per case con almeno 4-5 locali e servizi. Bisogna mettere in conto però, il prezzo più elevato ma in compenso dovrebbero funzionare più a lungo. Come quelle murali possono essere combinate cioè anche scaldabagno.

Le caldaie murali, o a parete, possono essere installate dappertutto, considerando soltanto

se si tratta di un modello a camera aperta o stagna

le dimensioni: la misura media è di 45x35px90h cm

la necessità di avere la cappa per lo scarico dei fumi e la presa d’aria.

Sono più piccole di quelle con basamento e più economiche perché hanno costi di gestione e di manutenzione più contenuti.

Possono essere con o senza produzione istantanea di acqua calda sanitaria, a seconda che l’impianto generale preveda già o meno un sistema di riscaldamento dell’acqua.

Sono i modelli più indicati per l’installazione negli appartamenti, dal monolocale fino a quelli di dimensioni non superiori a 150 mq.

Una caldaia con produzione istantanea di acqua calda può fornire contemporaneamente l’acqua alla cucina e alla doccia. Non basta per una doccia e una vasca con idromassaggio a getti multipli. In questo caso serve un boiler di accumulo da 80-100 litri o uno scaldabagno in più, oppure una caldaia a basamento, più potente.

Le caldaie a basamento sono invece

più potenti e più pesanti

di dimensioni maggiori, mediamente 60x60px90h cm

più costose, ma durano anche di più.

Possono essere con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o con boiler.

I modelli a basamento sono i più indicati quando si ha molto spazio a disposizione, per esempio un locale caldaia, anche piccolo, in una villa mono o bifamiliare.

Caldaia scaldabagno

Alcune caldaie si limitano a riscaldare l’ambiente, quelle combinate svolgono anche la funzione di scaldabagno producendo acqua calda sanitaria per usi igienici. Permettono di mantenere sempre la temperatura impostata anche se si aprono in contemporanea diversi rubinetti dell’acqua calda. Le caldaie combinate, dette anche miste, possono essere di due tipi: caldaie istantanee o caldaie ad accumulo.

Nei modelli a produzione istantanea, la caldaia si accende e inizia a scaldare l’acqua ogni volta che si apre il rubinetto dell’acqua. Nelle caldaie ad accumulo invece vi è un serbatoio (boiler) che può contenere in media da 60 a 200 litri d’acqua. Per raggiungere la temperatura desiderata, l’acqua impiega circa un quarto d’ora. Questi modelli sono adatti per abitazioni con più locali e più bagni quindi dove la richiesta di acqua calda è alta.

Se è ostruita dal calcare

Se l’acqua fornita dalla rete idrica è dura, alcune parti della caldaia possono essere ostruite dai depositi di calcio. È a rischio lo scambiatore per l’acqua sanitaria, specie nei modelli a produzione istantanea d’acqua calda, dove i passaggi sono più stretti e si ostruiscono più facilmente. La presenza di calcare ostacola il riscaldamento dell’acqua. In alcuni modelli, si può allora effettuare un lavaggio chimico con acido per liberare lo scambiatore. Meglio però prevenire installando un addolcitore nelle tubature che portano l’acqua alla caldaia. Il calcare si forma più rapidamente se l’acqua raggiunge temperature molto elevate.

Di solito ad ottobre e con l’arrivo della piena stagione autunnale si accendono i termosifoni e, come consuetudine, bisogna far controllare la caldaia, che è il “cuore” del sistema di riscaldamento dell’abitazione. Qui, infatti, il combustibile viene bruciato per scaldare l’acqua (oppure l’aria) che circoleranno nell’impianto. È, quindi, fondamentale che la caldaia venga esaminata all’inizio di ogni inverno (oltre ad essere obbligatorio per legge) da parte di tecnici professionisti abilitati, per garantirne buon funzionamento e sicurezza e, comunque, tenendo conto del libretto di istruzione elaborato dal fabbricante dell’apparecchio ai sensi della normativa vigente. Non è da poco considerare anche il vantaggio economico: una corretta manutenzione permette di risparmiare fino al 40% sulle spese di riscaldamento.

Oltre a questo controllo obbligatorio a cadenza annuale è bene rispettare anche quelli biennali. Infatti almeno ogni due anni è bene far verificare il rendimento di combustione dell’impianto. In pratica, si misurano i valori dei fumi emessi nell’atmosfera. Oltre a valutare l’impatto sull’ambiente, questa operazione permette di giudicare l’efficienza della caldaia. Se si tratta di un modello a camera aperta la prova di combustione permette di accertare che il sistema di scarico funzioni correttamente e non ci sia ritorno dei fumi all’interno dell’abitazione (con rischi per la salute).

In particolare sono previsti: il controllo documentazione, l’esame del locale in cui si trova la caldaia, l’esame dei canali di fumo, il controllo dell’evacuazione dei prodotti di combustione, della funzionalità dell’apparecchio e dell’impianto oltre che il rendimento della combustione della caldaia. Il tecnico deve inoltre aggiornare il libretto d’impianto e dopo ogni intervento è tenuto a rilasciare una “bolla di lavoro” in cui sono indicate le operazioni effettuate secondo le norme Uni 10436 nel rispetto del Dpr 412/93.

Controlli

Il fai da te è vietato nella manutenzione dell’impianto, però qualcosa di utile lo può fare ciascuno di noi, sia a livello di controllo sia per far funzionare al meglio l’impianto, senza sprechi. Se si hanno caldaie di vecchio tipo, a fiamma libera e non dotate di dispositivo antiriflusso (termostato fumi), potete controllare se vi è un ritorno di fumi nel locale con un semplice espediente: sistemate uno specchietto vicino alle aperture da cui l’apparecchio preleva l’aria o alla base del tubo di scarico. Se si appanna vuole dire che i fumi rientrano nell’ambiente. Il dispositivo antiriflusso o TTB, blocca l’afflusso di gas a caldaia o scaldabagno in caso di riflusso dei fumi. Questo sistema di protezione è obbligatorio per legge su tutti gli apparecchi non stagni costruiti dal 1 gennaio 1996.

Manutenzione caldaie e assistenza caldaie

La manutenzione della caldaia è importante in quanto ottimizzare il suo funzionamento si traduce non solo in migliori prestazioni ma anche in minore spesa per il combustibile (gas metano o Gpl) e, quindi, in risparmio energetico-economico e rispetto dell’ambiente. Il corretto controllo della caldaia è fondamentale anche per ridurre al minimo la possibilità di incidenti. Un impianto a gas non a norma, infatti, può trasformarsi in un grave pericolo per le persone.

Il pericolo secondario è dato dalla mancanza di aerazione che favorisce la formazione di ossido di carbonio, un gas inodore ma letale, capace di provocare anche mal di testa, vertigini, nausea, sonnolenza, secchezza della bocca, diarrea e vomito. Il pericolo primario è rappresentato dalle fughe di gas, che possono causare esplosioni e incendi.

Per la manutenzione, così come per l’installazione, le riparazioni e i controlli della caldaia come di tuto l’impianto termico, dovete contattare obbligatoriamente tecnici abilitati, chiedendo informazioni alle Camere di commercio, che vi forniranno gli elenchi aggiornati. Per sicurezza, comunque, verificate che il tecnico abbia il certificato di abilitazione (è tenuto a mostrarlo su richiesta). In alternativa, potete anche stipulare un contratto con una ditta specializzata, in modo da avere garantita la manutenzione periodica, in date programmate.

Oltre al controllo annuale della caldaia e a quello biennale del rendimento di combustione, il tecnico potrà essere chiamato in caso di urgenza, per effettuare riparazioni e assistenza, compilare e aggiornare il libretto dell’impianto (che è la “carta di identità” della caldaia). È suo dovere, inoltre, consegnare al responsabile dell’impianto, dopo ogni manutenzione, una copia compilata a e firmata della “Dichiarazione attestante il controllo tecnico dell’impianto” e una bolla di lavoro, che è valida anche ai fini fiscali. Infine, il tecnico deve compilare anche il modello H, che va trasmesso al Comune o alla Provincia di residenza per l’autodichiarazione di avvenuta manutenzione.

Le responsabilità dal punto di vista del padrone dell’impianto stesso o, in caso di riscaldamento centralizzato, dell’amministratore del condominio, sono quelle di conservare alcuni documenti per eventuali controlli, in particolare il libretto di impianto e le dichiarazioni di conformità. Importantissimo è il libretto di impianto, che contiene i dati del proprietario, dell’installatore e del responsabile della manutenzione. Viene rilasciato all’atto dell’installazione della caldaia e segue passo per passo la vita della caldaia, riportando tutte le manutenzioni effettuate (anche quelle straordinarie) e i risultati del controllo biennale di rendimento di combustione.

Per l’impianto centralizzato condominiale, il libretto si chiama “libretto di centrale”. Il libretto deve essere compilato dal tecnico, ma è compito del proprietario farlo aggiornare, conservarlo con cura ed esibirlo in caso dì controlli da parte di funzionari comunali o provinciali. Risulta essere importante anche conservare la dichiarazione di conformità dell’impianto, che assicura che sia installato a norma di legge.

Sostituzione caldaie

Quando la caldaia non garantisce più sicurezza ed efficienza, è bene procedere alla sostituzione. La scelta del tipo di caldaia dipende da diversi fattori: dimensione, struttura, potenza termica e ubicazione della casa (se, per esempio, l’abitazione è piccola ed esposta al sole, avrà bisogno di meno riscaldamento), finalità d’uso (se si desidera solo riscaldare la casa oppure anche l’acqua per uso sanitario). Per scagliere la caldaia più adatta bisogna valutare diversi fattori a seconda che si tratti di una caldaia per una singola unità abitativa o per un impianto condominiale.

Per l’abitazione singola valutare

l’ubicazione del piano (i piani intermedi sono più caldi)

l’esposizione (nord, sud, est od ovest)

la posizione dell’appartamento (ad angolo, interno).

Per il condominio valutare

la posizione (se è isolato, vicino o accorpato ad altri)

la struttura (quali sono i materiali di costrizione)

lo stato dell’isolamento di muri perimetrali e copertura

i tempi di esposizione ai raggi del sole

la volumetria (numero dei piani e degli appartamenti, forma del condominio).

Per valutare tutti i fattori e scegliere la caldaia più adatta alle proprie esigenze, è consigliabile rivolgersi a tecnici qualificati. Indipendentemente dal modello scelto, è bene controllare che sull’apparecchio sia riportata la marcatura Ce seguita dal numero che identifica l’organismo che ha controllato la qualità del prodotto. Se il numero è 0051, la caldaia è stata verificata dall’Istituto italiano del marchio di qualità.

Caldaie a gas e caldaie a metano

Le caldaie a gas funzionano a metano oppure a Gpl (gas di petrolio liquefatto o propano liquido). Per le caldaie a metano si procede all’allacciamento della rete di distribuzione cittadina, mentre, per le caldaie a Gpl servono apposite bombole o serbatoi. La scelta tra queste due soluzioni è personale, ma può essere dettata anche da fattori logistici: se ci si trova in una località in cui manca ancora la rete di distribuzione per il metano, il Gpl è l’unica alternativa. In ogni caso, sulla caldaia è riportato il tipo di gas con cui può funzionare. Se non fosse utilizzabile per il gas desiderato, bisogna chiedere l’intervento dei tecnici dell’azienda costruttrice per procedere alla conversione dell’apparecchio al nuovo tipo di gas.

Installazione caldaie

Le caldaie a camera stagna possono essere installate in qualsiasi stanza (fatta eccezione per quelle considerate più a rischio di incendio, come i garage) e richiedono solo un condotto che giunga fino alla parete esterna dell’edificio e che provveda sia allo scarico dei fumi sia all’ingresso di aria.

Le caldaie a camera aperta possono stare in cucina o in altre stanze, comunque mai in camera da letto o in bagno. La normativa permette ora di installarle non solo in sostituzione di un altro apparecchio dello stesso tipo, ma anche in un nuovo impianto. Nel locale della caldaia è obbligatoria, un’apertura di ventilazione pari ad almeno 6 centimetri quadri per ogni kilowatt di potenza termica, con una superficie minima di 100 centimetri quadri.

Infine, si può optare per l’installazione di caldaie murali, che si appendono alla parete come un pensile e sono adatte agli appartamenti piccoli e medi oppure alle caldaie a basamento, che vanno posizionate sul pavimento, di solito in locali appositi. Sono più potenti delle caldaie murali e per questo adatte per le grandi abitazioni e le villette.

Un’altra cosa da fare è quella di verificare se la caldaia è installata a norma. Infatti solo se presenta il marchio Ce e il numero 0051 la caldaia soddisfa i requisiti essenziali di sicurezza. Inoltre deve essere controllata da un organismo notificato, come Imq, che ne attesti la conformità. Diffidate delle prestazioni offerte da installatori occasionali e improvvisati e da coloro che non possono rilasciare la Dichiarazione di conformità finale.
Gli impianti termici devono essere realizzati, in base alla normativa vigente, da un’impresa abilitata, ovvero iscritta al Registro delle ditte o agli Albi provinciali delle imprese artigiane, oppure iscritte alla Camera di Commercio. L’impresa, a lavoro svolto deve rilasciare una Dichiarazione di conformità nella quale compaiono anche la ragione sociale, il numero di iscrizione alla Camera di Commercio e la descrizione dei materiali impiegati, risponde civilmente e penalmente delle opere eseguite.

Inoltre gli installatori devono eseguire gli impianti a regola d’arte con i materiali approvati dall’Uni (Ente Italiano Unificazione) e dal Cei (Comitato Elettrotecnico Italiano).Il committente deve obbligatoriamente ed esclusivamente rivolgersi a imprese abilitate, nel caso non si rispetti questa norma, la pena coinvolge non soltanto l’installatore abusivo, ma anche il proprietario committente.

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