Non ancora diffuse come le lavatrici, le lavasciuga riscuotono tuttavia un crescente successo tra le persone che abitano in città o che trascorrono fuori di casa la maggioranza della giornata. I problemi riguardanti gli alti consumi e alla restituzione dei capi troppo stropicciati e di difficile stiratura hanno portato a diverse soluzioni che le rendono sempre più interessanti agli occhi dei potenziali acquirenti.

Stendere il bucato e la biancheria può essere a volte un problema sia per chi ha l’’abitudine di lasciarli asciugare all’’aria aperta sia per chi deve sfruttare il bagno o qualche altro locale della propria abitazione. Nelle grandi città lo smog e le polveri presenti nell’’aria impediscono di ricorrere alla “ventilazione naturale. Inoltre, operazioni come rientrare il bucato se piove o se c’’è troppo sole, sono inattuabili a causa degli impegni di lavoro. Riempire le stanze di stendini, aspettando che i capi si asciughino, non è certo un’’alternativa migliore poiché sono necessari tempi abbastanza lunghi, specialmente d’’inverno, senza contare l’’alto tasso di umidità che si genera e il disordine. Quante volte si desidererebbe un bucato già asciutto! In realtà, già da qualche tempo, le asciugatrici aiutano a risolvere il problema, ma i costi e l’’ingombro aggiuntivo, specialmente se per mancanza di spazio si è già stati costretti a posizionare la lavatrice in bagno o in cucina, ne scoraggiano l’’acquisto.

L’’idea di riunire la fase di lavaggio e di asciugatura in un solo elettrodomestico, la lavasciuga, è certamente molto interessante , poiché si potrebbe usufruire di entrambe le funzionalità in un unico spazio con un elettrodomestico compatto. Anche i prezzi della lavasciuga, che con il passare del tempo diventano sempre più accessibili, la rendono concorrenziale rispetto all’’acquisto separato dei due elettrodomestici. Esistono tuttavia opinioni non unanimi circa la sua convenienza, specialmente per quanto riguarda i consumi energetici, di acqua e il livello delle prestazioni. Una critica che è spesso rivolta è che il carico per l’’asciugatura è in genere ridotto rispetto a quello del lavaggio, costringendo a operare a carico ridotto o ad alleggerire il cestello tra le due fasi. Quest’’ultimo, inoltre, a causa dei fori necessari per l’’ingresso dell’acqua, ha un’’azione meno delicata sui capi rispetto a quello delle normali asciugatrici.

Continuamente sono presentate, però, proposte innovative e migliori che probabilmente, entro poco tempo, renderanno le lavasciuga popolari come le lavatrici e a ciò contribuiranno anche le linee sempre più morbide ed eleganti delle loro forme.

Caratteristiche lavasciuga

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Le principali caratteristiche delle lavasciuga sono riportate nell’’etichetta energetica che accompagna il prodotto e derivano da test di laboratorio in cui si fa riferimento, come standard, al ciclo normale del cotone a 60 gradi a pieno carico. I valori sono quindi solo indicativi e dipendono dal modo in cui l’’apparecchio sarà utilizzato. I primi a essere riportati sono il consumo energetico per ciclo di lavaggio, espresso in kWh, e la sua classe di efficienza, in cui si esamina la pulizia del bucato a parità di altre condizioni. I risultati espressi vanno da A, eccellente, a G, scarsa. A parità di prestazioni non tutte consumano lo stesso quantitativo di energia ed è’ per questo motivo che un parametro molto importante, controllato attentamente dai consumatori, è la sua classe di efficienza energetica, che correla le due grandezze. La maggioranza delle lavasciuga è ormai di classe A e B e per le più recenti, dotate di prestazioni ancora superiori, sono state introdotte le classi A+ e A++.

Di seguito si riporta poi l’’efficienza della centrifugazione, valutata come acqua residua che rimane nel bucato. Meno acqua è trattenuta, più sarà agevole l’’asciugatura del bucato nella seconda fase. Altri valori riportati sono poi la capacità di carico e il consumo di acqua che deve mantenersi sotto i cinquanta litri/ciclo. Importante è anche la predisposizione a eseguire cicli di lavaggio brevi, a basso consumo energetico, per i capi meno sporchi. Chi non possiede un luogo riparato dove collocare la lavasciuga, ma è costretto a confinarla nel bagno o in cucina deve valutare attentamente anche il suo livello di rumorosità in fase di lavaggio e centrifugazione. La fase di asciugatura ha una minore efficienza energetica rispetto alla fase di lavaggio e quella B è ancora prevalente, anche se certamente in futuro saranno proposte soluzioni migliori. Per una riduzione dei tempi e minori consumi si consiglia l’’acquisto di modelli dotati di un numero di giri al minuto superiore a 1000.

Le lavasciuga possono essere a carica frontale o dall’’alto, a seconda della posizione dell’’oblò. Le prime sono le più adatte per un montaggio “a incasso” o a “scomparsa”, in particolar modo nelle cucine mentre le lavasciuga con carica dall’alto offrono invece il vantaggio di poter interrompere il programma di lavaggio se si desiderano inserire altri capi senza provocare la fuoriuscita di acqua. Importante è in questo caso la funzione del riallineamento automatico che evita di ruotare manualmente il cestello per trovare l’’apertura. Le due tipologie si differenziano anche per ciò che riguarda il loro ingombro. Le lavasciuga a carica frontale misurano mediamente 60 cm in larghezza contro i 40 cm delle lavasciuga a carica dall’alto ed entrambe hanno un’’altezza media di 85 cm. Ovviamente esiste una stretta correlazione tra le loro dimensioni e la capacità di carico, le prime, infatti, hanno un carico massimo di 8 Kg di bucato, le seconde di 5 Kg. Occorre comunque ricordare che il carico massimo per l’’asciugatura è inferiore a quello dichiarato per il lavaggio.

Le lavasciuga sono quasi tutte alimentate elettricamente, ma sono in commercio nuove proposte allacciabili alla rete del gas o a pannelli solari, che hanno l’’obiettivo di ridurre i consumi. Nella fase di asciugatura l’’aria è inizialmente prelevata dall’’esterno, portata poi alla temperatura adatta mediante una resistenza elettrica e infine convogliata all’’interno grazie a una ventola. L’’umidità del bucato è poi rimossa secondo due diversi sistemi, detti “a espulsione” e “a condensazione”. Nel primo l’’aria umida in uscita è rilasciata come vapore, pertanto è necessario collocare la lavasciuga in un ambiente ben aerato, mentre nel secondo l’’acqua prodotta dalla condensazione del vapore, priva di calcare e quindi adatta per la stiratura, è raccolta in un’’apposita vaschetta. Questo sistema è particolarmente indicato per i locali chiusi. Sempre più spesso, inoltre, si presta attenzione alla presenza di funzioni aggiuntive, tra le quali la cosiddetta “stiro facile”, che consente una migliore stiratura grazie al controllo dell’’umidità residua nei tessuti.

Come scegliere un lavasciuga

Probabilmente uno dei primi parametri da tenere in considerazione nell’’acquisto della migliore lavasciuga in base alle proprie necessità è la sua capacità di carico, la cui scelta è determinata dai componenti del nucleo familiare. Lavasciuga di 7Kg, per esempio, non sono necessarie a famiglie composte da due persone, visto che spesso lavorerebbero a metà carico, mentre sono quasi indispensabili per le famiglie numerose. Non meno importante è un’’attenta lettura dell’’etichetta energetica, che può rendere un prodotto a basso prezzo molto meno conveniente di come sembra, una volta considerati i suoi consumi.

La scelta delle altre caratteristiche è invece legata al suo posizionamento, come ad esempio il tipo di carica. Quella frontale richiede, infatti, la disponibilità di almeno mezzo metro di spazio libero davanti all’’oblò per consentirne l’’apertura al momento di ritirare il bucato, non necessario per lavasciuga a carica dall’’alto, che sono inoltre di dimensioni minori. Questi ultimi trovano spesso posto nei bagni piccoli e sono particolarmente comodi per le persone anziane o per chi soffre di problemi di mobilità poiché permettono di riempire e svuotare il cestello senza piegarsi. Nel caso in cui sia necessario sistemare la lavasciuga in cucina, è preferibile il modello a carica frontale poiché è l’’ideale per il montaggio a incasso o a scomparsa. In alternativa si può optare per i modelli dalle linee più eleganti e piacevoli alla vista anche se in entrambi i casi è essenziale puntare su articoli silenziosi.

Se invece si dispone di un locale adatto, è meglio concentrare la propria attenzione sulle prestazioni e sui consumi, piuttosto che sull’’aspetto esteriore. Anche la scelta del metodo di allontanamento dell’’umidità è condizionata dall’’ambiente. Se infatti non c’’è sufficiente ventilazione è di certo preferibile quello a condensazione. I limiti mostrati dalle prime lavasciuga stanno per essere lentamente superati. Molti modelli hanno ormai diversi programmi che permettono il controllo dell’’umidità residua per una migliore stiratura e le temperature dei programmi sono tali da non rovinare i capi anzi, a volte, si sembra che ritrovino la loro naturale morbidezza. Per i capi più delicati sono previsti programmi a temperature meno elevate che sono completati in tempi ridotti.

Prezzi lavasciuga

Le lavasciuga sono ancora quasi una novità sul mercato e ciò ha come conseguenza sulla vendita di lavasciuga prezzi abbastanza elevati. Probabilmente sarà la progressiva diffusione che contribuirà ad un loro graduale abbassamento. I modelli più semplici costano almeno 400 euro e hanno una capacità di carico di 5 Kg per la fase lavaggio, che però si riduce a 4 Kg o meno per l’’asciugatura. Spesso non soddisfano chi li ha acquistati poiché, se usati di frequente, incidono notevolmente sui costi delle bollette a causa dell’’elevato consumo energetico e i capi, una volta asciutti, si presentano spesso molto spiegazzati rendendo difficile la stiratura. Temperatura e velocità di centrifugazione sono fissi o non efficacemente controllabili, come i diversi capi richiederebbero, con il rischio di rovinarli o di rendere troppo lunghi i tempi di attesa. Il rischio è quello di ritrovarsi con un elettrodomestico che, non corrispondendo alle proprie aspettative, sarà poco utilizzato.

Per prezzi di lavasciuga che si aggirano intorno ai 500 o 1000 euro si possono acquistare, invece, articoli dotati sia di un maggior numero di programmi e quindi più adattabili ai capi da trattare, sia di una maggiore capienza. Esistono modelli con una capacità di carico di 9 Kg, utili non solo ai nuclei familiari composti da molte persone, ma anche a chi si dedica al bucato solo nel fine settimana o a chi ha l’’abitudine di lavare “in proprio” capi particolarmente ingombranti come i piumoni. Per queste cifre è inoltre possibile acquistare modelli della classe energetica A+ e a basso consumo di acqua ed elettricità. A volte sono anche molto silenziose, prevedono la funzione “stiro facile” o la regolazione automatica dei consumi. Ovviamente, a seconda della marca e del prezzo, non tutte le funzioni citate sono necessariamente presenti, per cui è necessario a parità di prezzi individuare le lavasciuga migliori e più idonee alle personali necessità. Lavasciuga dotate di tante possibilità di programmazione e controllo, che sfruttano la migliore tecnologia al momento disponibile, possono raggiungere costi anche molto elevati prossimi ai 2000 euro, decisamente non alla portata di tutti.

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