Per separare le diverse aree funzionali, all’interno di uno stesso ambiente, è possibile ricorrere a pareti divisorie fisse o mobili. Le prime sono più adatte alla creazione di zone appartate, in cui lavorare o rilassarsi, le seconde invece, oltre a contribuire alla razionalizzazione degli spazi, sono dei veri e propri elementi di arredo.

Fino a non molti anni fa le abitazioni seguivano tutte lo stesso criterio di separazione degli spazi secondo il quale era previsto un ingresso, una cucina, un bagno, una o più stanze da letto, un soggiorno e una sala da pranzo. Tali ambienti, rigorosamente separati da pareti divisorie fisse in cemento, muratura o legno, potevano essere riorganizzati in modo diverso solo attraverso costosi interventi di demolizione e ricostruzione.

La tendenza odierna nella costruzione degli appartamenti, è quello di ridurre il numero dei vani aumentandone la superficie, pertanto la separazione delle zone funzionali è affidata al gusto e alle possibilità economiche di chi li abita. Chi desidera oggi realizzare delle pareti divisorie fisse privilegia materiali come il cartongesso o il vetrocemento che, grazie alla loro facilità di montaggio, riducono notevolmente i tempi di messa in posa rispetto alle pareti tradizionali.

Entrambi i materiali godono di ottime proprietà isolanti, da un punto di vista termico e acustico, e sono ideali per ricavare dai grandi soggiorni degli spazi da riservare alla lettura, alla musica o al lavoro. Il cartongesso è anche un’ottima soluzione per guadagnare un ripostiglio da un grande garage o una zona per coltivare i propri passatempi preferiti.

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Il concetto di parete divisoria è oggi, tuttavia, molto più ampio, come testimoniano le soluzioni “mobili” proposte per gli appartamenti moderni di piccole dimensioni. Il loro obiettivo è, infatti, di sottrarre poco spazio e di poter essere facilmente spostate al fine di gestire gli spazi a seconda delle necessità del momento. Alcune pareti divisorie mobili sono costituite da un insieme di pannelli modulari, la moderna evoluzione dei paravento, efficaci nei mono e bilocali per nascondere alla vista la zona cucina o l’angolo “ripostiglio”. Sono spesso utilizzati anche per delimitare la zona guardaroba o l’angolo lettura in camera da letto, permettendo una migliore organizzazione.

Doppiamente funzionali sono le librerie bifacciali o particolari pareti divisorie attrezzate, che danno anche un grande contributo a rendere l’abitazione ordinata e curata. Richiedono ambienti di maggiori dimensioni ma sono l’ideale sia per ritagliarsi una zona lavoro in cui avere a portata di mano tutto il necessario oppure per organizzare meglio la stanza dei figli, riservando a ognuno una sua area personale. Negli open space sono spesso montate le pareti divisorie scorrevoli, che possono isolare temporaneamente la cucina per evitare la propagazione degli odori nel corso della preparazione dei cibi.

Tipologie

Le pareti in cartongesso sono realizzate grazie all’ausilio di pannelli prefabbricati, montabili nell’arco di una giornata. Per un buon livello d’insonorizzazione sono disponibili articoli con strato supplementare in lana di vetro mentre per particolari esigenze estetiche, quali le realizzazioni di superfici arcuate, si possono utilizzare pannelli elastici realizzati con cartoni dotati di grande flessibilità. Se l’area da separare non è dotata di una fonte luminosa esterna si possono utilizzare pannelli in vetro colorato o arricchito da eleganti decori. I più esigenti possono puntare sul cristallo, eventualmente combinato con il legno in eleganti proposte. Molto versatile è anche il vetrocemento per le pareti divisorie, disponibile sia monocolore sia arricchito da disegni, che oltre ad essere un ottimo materiale isolante è anche resistente agli sbalzi di temperatura e di umidità. L’opportuna scelta della gradazione di colore genera suggestivi effetti luminosi.

Più classiche sono le pareti divisorie in legno, realizzabili grazie a pannelli decorativi, intagliati, traforati o arricchiti da preziose stoffe. Alcune ricordano le porte giapponesi e sono particolarmente apprezzate da chi ha un arredamento in tema. I lavori murari per il loro montaggio non presentano grandi difficoltà, come del resto avviene anche per le versioni scorrevoli esternamente. Più complicata è invece la realizzazione di pareti divisorie scorrevoli internamente, che prevedono la realizzazione di un controtelaio.

Sempre attuali sono i separé, di cui sono disponibili anche le versioni sospese che partono dal soffitto. I tradizionali sono nella versione stoffa e legno ma sono presenti sul mercato anche versioni etniche, in varie fibre, e divisori in materiali sintetici. Di gusto moderno sono ad esempio i pannelli in PVC, variamente colorati, che per certi aspetti si avvicinano alle pareti divisorie mobili poiché facilmente smontabili, senza lasciare tracce evidenti sul soffitto o sul pavimento. Spesso in tinte sgargianti rendono la camera particolarmente allegra e vivace. Le librerie bifacciali e le pareti divisorie attrezzate possono essere costruite in diversi materiali come legno, laminato o metallo. Il loro stile è generalmente moderno e sono possibili diverse combinazioni di larghezza, lunghezza e spessore.

Scelta del materiale migliore

Tutti desiderano rendere la propria abitazione accogliente e funzionale, pertanto studiare una corretta ripartizione degli spazi è certamente di primaria importanza. Dopo aver preso in esame struttura e dimensioni del locale, il primo passo è decidere se sia meglio adottare pareti divisorie mobili o fisse. Le seconde sono sconsigliate nelle piccole superfici, poiché lo spessore delle pareti sottrarrebbe ulteriore spazio, ma sono perfette per creare zone di lavoro o studio, all’interno di grandi soggiorni, grazie a un buon isolamento acustico. In ceri casi, per progettare correttamente la nuova suddivisione di un locale, è opportuno consultare un arredatore, specialmente se si scelgono pareti divisorie decorative di pregevole fattura la cui disposizione inopportuna ne comprometterebbe il valore decorativo. Nelle case di antica costruzione nei centri storici, inoltre, spesso le pareti opposte non sono perfettamente parallele, e ciò costituisce a volte un serio problema nella progettazione.

Le pareti divisorie in cartongesso, poiché possono essere in seguito tinteggiate o rivestite con carta da parati, sono adatte a qualunque stile di arredamento, mentre nella scelta dei pannelli in legno o delle pareti divisorie in vetro, la loro colorazione e lavorazione assume un ruolo determinante. Pannelli intarsiati e traforati si addicono agli ambienti classici mentre laminati e anche etnici si sposano agli arredamenti più moderni. In maniera analoga le pareti divisorie in vetro artistico o il cristallo adornano ambienti eleganti mentre le pareti divisorie in vetrocemento colorato sono molto meno impegnative e si abbinano ad ambienti giovani e informali.

Per quanto riguarda le pareti divisorie attrezzate o le librerie bifacciali, il loro utilizzo come pareti divisorie è particolarmente consigliabile alle persone creative e dai molteplici interessi. Con un solo acquisto si risolve, infatti, anche il problema di mantenere in ordine i numerosi libri, CD, DVD o souvenir di viaggi, di cui sono sempre circondate. Se poi sono anche corredate da scrittoio, sono anche perfette per la creazione di angoli da lavoro, a patto che il soggiorno sia un ambiente tranquillo poiché tale soluzione separa ma non isola. Per mono e bilocali le soluzioni migliori sono pareti divisorie mobili, costituite da pannelli e da separé, che occupano poco spazio e all’occorrenza possono essere spostate a piacimento. Articoli etnici o molto colorati personalizzano l’ambiente rendendolo accogliente e funzionale.

Prezzi

Per le pareti divisorie fisse il costo complessivo dipende dalle loro dimensioni, dalla qualità del materiale e dalla manodopera per la loro realizzazione. Scegliendo di realizzare le pareti divisorie in cartongesso di tipo standard, il costo complessivo medio è di circa 30 euro/mq, ma può oscillare a seconda della ditta contattata e dalla zona di residenza. Sensibili aumenti si riscontrano richiedendo pannelli speciali, come quelli in doppio strato per l’isolamento termico o acustico o le versioni flessibili per la realizzazione di archi e superfici più complesse. Le pareti in PVC, in diversi colori, costano circa 45 euro al mq e sono ideali anche per soluzioni provvisorie poiché le guide sono facilmente rimovibili.

Molto più imprevedibili sono i costi dei mattoni in vetrocemento poiché accanto a quelli ordinari, variamente colorati, è in fase di sviluppo un settore creativo e decorativo in grado di produrre articoli realizzati artigianalmente, dai motivi particolarmente originali. I primi costano al pezzo circa 2,5 o 3 euro i secondi possono anche raggiungere o superare i 20 euro. Per quanto riguarda le pareti divisorie mobili, il prezzo è influenzato dalle dimensioni, dal materiale e dal design.

Nell’ambito delle librerie bifacciali, le componibili sono sempre le più economiche e per circa 200-300 euro si possono acquistare prodotti soddisfacenti per estetica e robustezza. Se, invece, si scelgono strutture costituite da materiali insoliti, come la pietra, o se si desiderano modelli di design i prezzi raggiungono facilmente, o addirittura superano i 3000 euro. Le materie plastiche, tranne rare eccezioni, sono più economiche di quelle in metallo o legno. Per quest’ultimo, in caso di varietà pregiate, i costi sono confrontabili a quelli presentati dai modelli di design. Pannelli divisori e paraventi sono anche disponibili in una grande varietà di modelli e prezzi e spesso per 100-200 euro si trovano modelli anche originali e robusti. Molto diffusi sono quelli etnici che generalmente sono piuttosto accessibili, anche se alcuni articoli, particolarmente raffinati e ispirati all’arte cinese o giapponese, raggiungono cifre da capogiro.

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