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In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come scegliere il migliore addolcitore acqua per le proprie esigenze.
L’acqua che scorre nei tubi di casa porta frammenti delle rocce che attraversa. Sono minerali di varia natura, come ferro, sodio, silicio, magnesio, ed alcuni di essi formano degli accumuli che possono rivelarsi, a lungo andare, nocivi. Risulta essere il caso del calcare, un sedimento di carbonato di calcio e di magnesio, che proviene da rocce, calcaree appunto, sulle quali scorre l’acqua. La sua presenza ha l’effetto deleterio di creare incrostazioni, sia nei tubi che negli elettrodomestici, causando otturazioni e rotture, e facendo accumulare negli scarichi il sapone non disciolto. Quindi, quando il calcare è eccessivo, devi ridurne la concentrazione con un addolcitore.
Come Scegliere un Addolcitore Acqua
L’addolcitore non è un purificatore e neanche un potabilizzatore d’acqua, perché il suo compito è solo quello di ridurre o eliminare il calcare, rendendo l’acqua più leggera e più dolce, anche perché il carbonato di calcio è a tutti gli effetti un sale. Per addolcire l’acqua si fa uso di polimeri a scambio ionico, in pratica delle resine cationiche, o degli elementi chelanti che legano le particelle di calcio e magnesio, oppure si possono usare dei sistemi elettrolitici che separano gli ioni dalle particelle d’acqua. In pratica l’acqua viene fatta passare attraverso le resine, almeno negli addolcitori più comuni, che trattengono il calcare e restituiscono una soluzione meno dura. Per fare in modo che un addolcitore funzioni correttamente bisogna tenere conto di una serie di elementi, come la portata, la durezza, la qualità della resina, le possibilità di rigenerare la resina già utilizzata, gli accessori che rendono pratico il tuo addolcitore.
Portata dell’acqua
Uno dei fattori fondamentali per scegliere un addolcitore è conoscere la portata dell’acqua che dovrà trattare. Sull’etichetta dell’addolcitore è riportata la sua capacità, ma se non conosci il quantitativo, abbastanza esatto, di questo valore rischi di prendere un addolcitore inadatto. Questo valore, cioè la portata d’acqua che lo strumento dovrà elaborare, dipende da alcuni fattori, tra cui il numero delle persone che abitano la casa. In media 2 o 3 persone arrivano a consumare, in una giornata, fino a 400 o 500 litri al giorno, mentre per un piccolo condominio di 7 o 8 famiglie si può arrivare anche a 5000 o 6000 litri al giorno.
Durezza dell’acqua
Nella scelta di un addolcitore bisogna valutare anche la durezza dell’acqua che esce dal rubinetto. Questo valore si misura in gradi francesi e si ottiene portando un campione dell’acqua prelevata da rubinetto, preferibilmente di mattina, presso un laboratorio di analisi chimiche e batteriologiche delle acque potabili. Alcuni Comuni pubblicano sul loro sito, o su quello dell’acquedotto, le caratteristiche dell’acqua erogata in ciascun quartiere, ma sono dati approssimativi che dipendono anche dai tempi di sedimentazione in cisterna.
Calcolo della capacità di addolcimento
Su ogni addolcitore è indicata, in metri cubi, la sua capacità ciclica a zero gradi francesi.
La capacità Xmc/°f, indicata su ogni addolcitore, andrà divisa per il fattore di abbattimento richiesto, cioè la durezza dell’acqua all’origine rispetto a quella che deve uscire, e il risultato darà il numero di metri cubi, e conseguentemente dei litri, che potranno essere addolciti prima della rigenerazione del pacco delle resine. Proviamo a fare un esempio per rendere più chiaro questo processo di calcolo. Immagina di avere un addolcitore la cui capacità ciclica sia di 100 metri cubi d’acqua a zero gradi francesi, che si scrive 100mc/°f. Dalle analisi fatte in laboratorio sai che l’acqua di casa ha una durezza di 37°f, e dai tuoi calcoli sai che si consumano circa 400 litri al giorno. Se vuoi portare la durezza a 12°f, la formula per calcolare quanti litri di acqua può addolcire quell’apparecchio è 100 / (37 – 12) = 100/25 = 4 m3 = 4000 litri d’acqua. Questo significa che per 10 giorni, 4000/400=10, tu puoi usare l’addolcitore senza rigenerare la resina. Per dettagli è possibile vedere questa guida sull’addolcitore d’acqua domestico sul sito Addolcitori.net.
La qualità della resina cationica
L’importanza della qualità della resina cationica usata nell’addolcitore è fondamentale, sia per la sua durata che per la resa. Le resine migliori consentono un passaggio più veloce dell’acqua, cioè una portata maggiore, a parità di risultato, durano più a lungo e possono essere rigenerate per molti cicli in più. Per avere un’idea considera che una resina di qualità si presenta umida circa al 50%, con un colore giallo carico, e dichiara in etichetta una granulometria media tra 1/3 di mm a poco più di 1 mm, variazione volume tra i meno 5% e i meno 6%, ha una temperatura massima di esercizio di 120°C in forma idrogenata, e una capacità di scambio ionico tra 1.80 e 2.00 mq/ml min./100 kg, e deve essere certificata NSF/ANSI 61.
Per rigenerare la resina cationica dell’addolcitore dell’acqua si usa il cloruro di sodio, cioè il normale sale da cucina, che serve appunto a fare in modo che le resine si liberino degli ioni che hanno catturato durante l’addolcimento dell’acqua e tornino attive, e capaci di assorbire altri ioni. Un processo che può essere ripetuto centinaia di volte, soprattutto nel caso in cui le resine siano di buona qualità. Questa rigenerazione va effettuata dentro un apparecchio apposito che contiene la salamoia rigenerante, e che deve essere rivestito, al suo interno, di una pellicola anticorrosione per evitare che la salamoia a lungo andare la eroda. Il tempo utile per effettuare un ciclo di rigenerazione dipende dalla quantità di resina da lavorare, ma, in media, per un addolcitore casalingo, sono sufficienti circa 24 ore.
Alcuni addolcitori hanno la capacità di gestire in automatico questo processo di rigenerazione del pacco di resina, oppure lo puoi impostare a mano secondo le tue esigenze, ma il controllo personale dello stato di esaurimento della resina, e la sua rigenerazione, costituiscono una garanzia in più della maggiore efficienza del tuo addolcitore. Puoi intervenire quindi secondo il tipo di intervallo che ti riesce più congeniale, come, per esempio, il numero di giorni trascorsi dall’ultima rigenerazione, o il numero di litri utilizzati. Questa scelta può essere molto comoda nei casi in cui la quantità di acqua usata quotidianamente cambi spesso, cosa che succede se si alternano lunghi periodi di permanenza in casa a delle trasferte per lavoro, o la frequenza degli abitanti in casa sia incostante. In questi casi basta leggere il contatore dell’acqua e controllarlo fino a quando non sono stati consumati i metri cubi previsti.
La praticità di un addolcitore per l’acqua
Gli addolcitori per l’acqua hanno necessità di essere manutenuti e la presenza di un rubinetto di bypass, nei casi in cui lo devi smontare per la pulizia o il cambio dei filtri, è molto comodo e ti evita di disinstallarlo per intero. Un’altra cosa che rende molto pratico l’addolcitore è la presenza integrata nella sua struttura della camera di rigenerazione dove mettere il cloruro di sodio. In alcuni modelli le due camere, della resina e del sale, sono inseriti in un unico corpo, cosa che rende molto scomoda l’operazione di sostituzione dei sali e lo spostamento della resina. Se i due serbatoi invece sono su due corpi separati questa operazione è molto più comoda e agevole. Altro strumento utile è uno schermo di controllo delle fasi di rigenerazione, e la presenza di una batteria tampone, che garantisca che non si azzeri la programmazione, qualora dovesse mancare la luce.
Addolcitori Acqua più Venduti
In conclusione mettiamo a disposizione una lista degli addolcitori acqua più venduti online in questo periodo con il relativo prezzo.
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Ultimo aggiornamento 2025-03-23 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API