La temperatura in casa non deve essere eccessiva, soprattutto di notte mentre si dorme. Grazie a nuovi dispositivi, poi, i radiatori vengono regolati anche singolarmente, mentre grazie a termostati e cronotermostati si può regolare facilmente il calore mantenuto dalle singole stanze. Il comfort termico si raggiunge quando la temperatura ambientale è equilibrata e costante.

L’organismo è così messo in condizione di dissipare in modo naturale il calore prodotto. D’inverno, la temperatura in casa deve essere compresa tra i 18 e i 20  gradi, per disperdere, la giusta quantità di calore, cioè circa 100 chilocalorie per ora. Questo valore varia però da individuo a individuo e a seconda delle condizioni ambientali generali. Per difendersi dal freddo, non bisogna riscaldarsi direttamente vicino a una fonte di calore; sarebbe addirittura dannoso stare immobili accanto al radiatore. D’estate, la temperatura dell’ambiente non dovrebbe discostarsi molto da quella raggiunta d’inverno con il riscaldamento.

Temperatura ideale nelle varie stanze

Il clima ideale è diverso per ogni stanza ma in generale è meglio non superare i 20 gradi, anche se si possono tollerare i 2 gradi in più. E per non sprecare calore, oltre ad avere un impianto efficiente, bisogna anche verificare che non ci siano dispersioni.

Dove si dorme dovrebbe esserci più fresco, infatti in camera da letto va mantenuta una temperatura più bassa che nelle altre stanze, principalmente per motivi d’igiene. Studi medici hanno infatti dimostrato che il calore eccessivo prodotto dai caloriferi può accentuare fenomeni di irritazioni cutanee e alle vie respiratorie. Inoltre, un riposo a temperature leggermente più basse è più tonificante per l’organismo. La temperatura può oscillare tra i 15 e i 18 gradi, e non deve di norma superare i 20 gradi e ricordatevi che il letto va sistemato ad almeno 70 cm dal radiatore.

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Il bagno è il locale dove si rischia di sentire più freddo, quando si fa la doccia alla mattina o alla sera, quando ci si sveste per andare a letto. In questa fascia oraria bisognerebbe garantire all’ambiente due gradi in più rispetto alle ore centrali della giornata. Quando si fa il bagno o la doccia, i vapori e il calore dei radiatori, rendono l’ambiente soffocante e fanno aumentare la temperatura: ecco che allora l’ideale sarebbe far arieggiare l’ambiente evitando però gli eccessivi sbalzi di temperatura.

Il soggiorno richiede una temperatura un pò più alta, perché vi si trascorrono diverse ore della giornata stando fermi e seduti. Qui si possono raggiungere i 20 gradi, il limite consentito dalla legge. In questo locale, anche un grado in meno può infatti provocare una sensazione di disagio. Divani e poltrone non dovrebbero essere accostati ai radiatori per non creare ostacoli alla diffusione del calore. La distanza minima è di 60 cm.

In cucina il riscaldamento dovrebbe essere mantenuto al minimo. Infatti la cucina è il locale più caldo della casa a causa dei vapori e del calore prodotti con la cottura dei cibi. Se il riscaldamento è alto, è più difficile smaltire il calore e si è costretti ad arieggiare spesso con inutili sprechi energetici. La temperatura deve essere confortevole per poterci sia lavorare sia pranzare, bastano 18 gradi. Inoltre considerata la difficoltà che spesso si ha nel sistemare il calorifero in cucina, anche a causa della mancanza di spazio, se possibile installarlo ad almeno 50 cm di distanza dal piano cottura.

Isolamento termico adeguato in casa

Anche i migliori impianti di riscaldamento e condizionamento possono essere poco efficaci nel garantire la giusta temperatura se nell’abitazione vi sono zone di dispersione di calore. Ciò avviene spesso soprattutto negli edifici vecchi. In questi casi è necessario intervenire per isolare le superfici.

La temperatura di pareti, finestre, pavimenti e soffitti deve essere piuttosto elevata, possibilmente di appena 3 gradi inferiore rispetto a quella dell’aria interna all’appartamento. Per esempio, a fronte di una temperatura interna che oscilla tra i 18 e i 22 gradi, quella superficiale delle pareti non dovrebbe mai scendere sotto i 15 o 19 gradi. Anche in ambienti dove è richiesta una temperatura dell’aria più bassa, come in camera da letto, muri e finestre vanno isolati per evitare perdite di calore. Se queste superfici non sono isolate, il calore prodotto dall’impianto di riscaldamento rischia di disperdersi velocemente con perdite fino al 20-40%. Inoltre, una forte differenza di temperatura tra locale e muri e finestre crea sacche di aria troppo fredda che provocano disagio costringendo l’organismo a cedere calore. Anche gli spifferi dovuti alle fenditure più sottili, vanno eliminati. Oltre a disperdere il calore, essi sono infatti causa di correnti d’aria fredda improvvise che, “tagliando” l’aria riscaldata intorno, rischiano di provocare raffreddori, cefalee, dolori muscolari e reumatici. Anche le correnti d’aria fredda più lievi, che circolano però a velocità maggiore rispetto all’aria calda, possono provocare fastidio: in un ambiente riscaldato a 20 gradi, basta sentire alla nuca un soffio freddo che si muove a 0,1 m/s per avvertire disagio.

Termostato per regolare il riscaldamento

Con la termoregolazione automatica gli impianti sono programmabili e più autonomi. Per avere calore diverso in ogni stanza si può invece installare un’apposita valvola, che permette anche di risparmiare sui consumi. Negli impianti di riscaldamento, la temperatura viene regolata dal termostato, un piccolo dispositivo di controllo collegato alla caldaia centrale o individuale. Il termostato serve a stabilire la produzione di un calore più o meno intenso, regolando l’avvio o lo spegnimento del generatore di calore.

Il funzionamento dell’impianto viene infatti regolato automaticamente per raggiungere e mantenere i gradi impostati sul display del termostato. Lo strumento si attiene alla temperatura impostata finché non la si modifica, ma non permette una programmazione differenziata nel tempo. I termostati a tecnologia elettronica sono dotati di memoria e si installano liberamente senza cavi elettrici; comunicano con la caldaia tramite onde radio. Alcuni termostati sono in grado di regolare la temperatura dell’ambiente in base alla temperatura esterna con un raggio di regolazione da 6 a 30 gradi. Risulta essere dotato di funzione antigelo automatica.

Il cronotermostato per programmare gradi

La versione più evoluta del termostato è il cronotermostato che consente di memorizzare un’ampia programmazione oraria, giornaliera o settimanale delle temperature, con funzioni diversificate per il giorno e la notte. Per rendere più facile e intuitiva la gestione del calore, la maggior parte dei cronotermostati ha un display che riporta costantemente l’ora, la temperatura ambiente del momento e le temperature impostate.

In base alle esigenze che possono mutare di ora in ora e di giorno in giorno, si possono programmare diverse temperature suddividendole anche per cicli o periodi. Si può per esempio impostare una temperatura più alta se si deve scaldare in fretta la casa di villeggiatura nel fine settimana. Si possono anche prevedere i giorni di assenza per un viaggio, lasciando l’impianto inattivo e mantenendo però la temperatura minima da 3 a 8 gradi come protezione antigelo.

Dove installare il cronotermostato

Perché funzioni correttamente e senza interferenze, il cronotermostato non deve percepire cambiamenti improvvisi di temperatura dovuti alla vicinanza a fonti di calore, aperture o pareti fredde e umide. Disporlo lontano da camini, radiatori, lampade ed elettrodomestici. Non installarlo su pareti perimetrali non isolate, molto soleggiate, vicino a finestre o porte comunicanti con l’esterno. Intorno al dispositivo bisogna lasciare in ogni direzione un’area libera di almeno 60 cm, per consentire una sufficiente circolazione d’aria.

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