In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come scegliere il migliore schiacciapatate per le proprie esigenze.

Negli ultimi anni è successo qualche cosa di rivoluzionario all’interno dei programmi televisivi e nelle case degli italiani. Improvvisamente, quasi senza preavviso, si sono accesi i fornelli dando il via a una vera e propria passione per la cucina. Risulta essere così che, nonostante una lunga tradizione alimentare di alta qualità, ci siamo scoperti improvvisamente un popolo di chef. Particolarmente importati, a questo proposito, sono i programmi a tematica culinaria sempre più numerosi, laboratori di pasticceria e gare all’ultimo muffin per decretare il talento più evidente tra i fornelli. In alcuni casi, poi, si tratta di una vera e propria gara cui partecipano professionisti e casalinghe, senza alcuna differenza.

Inutile dire, infatti, che questa moda culinaria ha anche un risvolto economico da non sottovalutare in grado di trasformare un’impastatrice o una semplice pentola in un oggetto del desiderio più prezioso di una borsa griffata. Lasciandoci alle spalle questi estremismi non poi cosi lontani dalla realtà, in questa guida vogliamo parlare di un oggetto molto più semplice. Si tratta dello schiacciapatate che, oltre a mantenere la sua funzione piuttosto chiara, oggi si è trasformato anche in un oggetto di design viste le diverse forme con cui viene realizzato.

Sta di fatto che lo schiacciapatate può essere considerato, sicuramente, un oggetto da avere, con cui potere realizzare un grande numero di piatti e senza nessuno sforzo, soprattutto se si sceglie quello elettrico. Ovviamente, come chiarito dal suo nome piuttosto evocativo, questo oggetto serve principalmente a schiacciare le patate, elemento base di alcuni piatti della nostra tradizione culinaria come gnocchi e passatelli romagnoli. La maggioranza dei modelli messi sul mercato sono realizzati in alluminio e acciaio inox, due materiali che permettono di mantenere un’igiene migliore essendo molto semplici da pulire dopo il loro utilizzo.

Schiacciapatate Manuale e Schiacciapatate Elettrico

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Una distinzione fondamentale, però, si deve fare tra lo schiacciapatate manuale e quello elettrico.

Il primo è il modello classico e il suo aspetto estetico lo rende adatto a ogni tipo di arredamento della cucina, sia si abbia uno stile rustico che uno più moderno. Il secondo tipo di schiacciapatate, invece, è meno diffuso e, in qualche modo, si avvicina ai frullatori. Questo modello garantisce una velocità maggiore e dei risultati diversi rispetto alla scelta manuale. Attualmente, però, nel mondo degli schiacciapatate è entrata una novità. L’ultima tendenza, infatti, è lo schiacciapatate verticale, con tanto di manico in silicone e testa in nylon. Questo attrezzo, inoltre, sembra essere ideale anche per schiacciare altri tipi di verdura, o anche per la frutta cotta.

Come Funziona lo Schiacciapatate

A questo punto, però, sorge una domanda che forse stupirà i cuochi più esperti, professionisti o amatoriali che siano. Quella relativa a come risulta essere composto uno schiacciapatate. Tecnicamente l’utensile in questione è formato da due parti, la camera e il pestello. La camera è di forma cilindrica o spigolata, provvista di un manico lungo. Può avere il fondo forato aperto con dischi forati intercambiabili per scegliere il tipo di granatura che si preferisce. Lo schiacciapatate funziona, molto semplicemente, esercitando una forte pressione. In questo modo il disco preme le patate nel contenitore che fuoriescono dai fori sotto forma di purè. La griglia a fori piccoli è più adatta alle patate mentre i fori più grandi sono adatti a un altro tipo di ricette.

Come Scegliere uno Schiacciapatate

Chiarito il suo funzionamento tecnico, è la volta di un secondo quesito di diversa natura, capire effettivamente quanto abbiamo bisogno di uno schiacciapatate o quanto, invece, risponde semplicemente a un desiderio indotto dai messaggi pubblicitari. Iniziamo con il dire che, in passato, in casa si era soliti schiacciare le patate bollite e poi leggermente freddate facendo forza su di una semplice forchetta. Risulta essere evidente che si trattava di un’attività non impossibile da realizzare, ma che richiedeva un certo sforzo fisico e, soprattutto, un tempo maggiore per ottenere i risultati desiderati. Oggi l’uso dello schiacciapatate non solo ottimizza il tempo a disposizione ma, in modo utile, svolge un ruolo importante per la creazione di un ottimo piatto a base di patate.

Il motivo è molto semplice. Le patate, abitualmente, durante la cottura si rompono parzialmente e l’amido contenute in esso assorbe acqua e si gonfia rendendo morbido il tubero. Per ottenere un purè cremoso, per esempio, è necessaria la fuoriuscita dell’amido. Questo, infatti, funge da collante da parte delle cellule. Il metodo per attuare al meglio questo processo è proprio attraverso lo schiacciapatate. A questo punto non serve altro che uscire e scegliere il modello più adatto al proprio talento culinario senza dimenticare di prestare attenzione al design. Perché anche la cucina vuole la sua parte.

Seguendo le indicazioni proposte in questa guida è possibile individuare il migliore schiacciapatate per le proprie esigenze in modo semplice e veloce.

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