n questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come scegliere la migliore affettatrice per le proprie esigenze.

Molti rabbrividiscono al solo pensiero di utilizzarle. Il timore, ovviamente, è quello di incidenti con la sua affilata lama. Altri, però, la aprezzano e la desiderano tanto da decidere di acquistarne una per puro uso casalingo. Stiamo parlando dell’affettatrice che, per i consumatori più accaniti di salumi e affettati vari rappresenta una compagna ideale senza la quale non sarebbe possibile soddisfare le proprie golosità.

Effettivamente, la popolarità di questo macchinario è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. In effetti, se prima padroneggiava soprattutto nelle cucine di ristoranti o nelle dispense di vecchie case di campagna dove non è insolito acquistare un’intera forma di prosciutto, oggi fa bella mostra di se anche all’interno delle più sofisticate liste di nozze.

Dunque, se anche voi vi siete lasciati sedurre dalla possibilità di acquistare questo particolare elettrodomestico o di farvelo regalare ma non avete la minima idea di quale scegliere, proviamo a ricapitolare le caratteristiche e gli aspetti fondamentali per una selezione consapevole e a prova di brutte sorprese

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Iniziamo con il dire che, nonostante quanto si pensi abitualmente, l’affettatrice non è dedicata esclusivamente a alimenti specifici come il formaggio e gli affettati. Si potrebbe rivelare altrettanto efficace anche per affettare delle verdure con precisione e velocità. Questo, ovviamente, potrebbe rivelarsi particolarmente utile per chi ha un’attività di ristorazione e catering, oppure per chi ha l’esigenza di rispondere ai bisogni di una famiglia numerosa.

Detto questo, iniziamo a fare una prima fondamentale distinzione tra le affettatrici a volano e quelle elettriche. Le prime sono essenzialmente manuali, il che significa non utilizzare corrente elettrica e, quindi, non aggravare ulteriormente il consumo mensile. Inoltre hanno anche un aspetto ecologico che non va trascurato e, potenzialmente, potrebbero essere trasportate, anche se è vivamente sconsigliato visto il loro peso. Questo significa che, una volta individuato il luogo migliore dove posizionarle, sarebbe opportuno e più pratico lasciarle in quel posto. Il loro funzionamento avviene, molto semplicemente, attraverso una ruota che viene definita volano. La sua funzione è proprio quella di regolare la velocità del taglio. Bisogna ammettere, però, che l’utilizzo di questo tipo di affettatrice richiede una certa esperienza, visto che si deve calibrare bene lo sforzo da imprimere secondo il prodotto che si sta per affettare. Ecco perché, dunque, si tratta di un prodotto consigliato soprattutto per uso professionale.

Per chi, invece, ha la necessità di rispondere ai richiami della propria golosità ma non è assolutamente pratico nella tecnica dell’affettare, si consiglia di dirigere la propria attenzione sui modelli elettrici. Questi, infatti, sono stati pensati soprattutto per uso domestico e, infatti, non è raro notare la loro presenza nelle cucine. Considerando la loro struttura, sono composti di un corpo principale con la lama, da un motore e da una presa elettrica. Tra i lati negativi bisogna annoverare la minore mobilità, anche se esistono dei modelli dalle proporzioni più compatte, e l’incidenza che, inevitabilmente, il loro utilizzo avrà sulla bolletta della luce. Risulta essere vero, però, che l’affettatrice non è usata per molto tempo, quindi è possibile controllare senza alcun problema l’incidenza.

Continuando con gli aspetti positivi, però, bisogna considerare che le affettatrici a motore sono molto più intuitive nell’utilizzo e, soprattutto, non richiedono alcuna conoscenza o esperienza pregressa. Solamente un minimo di attenzione sarebbe gradita. Ovviamente, per evitare incidenti gravi è importante che il macchinario sia anche dotato di un sistema di sicurezza che lo blocchi immediatamente all’occorrenza. A questo punto, dunque, è chiaro che l’affettatrice elettrica rappresenti la scelta migliore per un acquisto casalingo. Per questo, dunque, guarderemo con attenzione tutti gli elementi che la caratterizzano. Iniziamo dal motore, ossia dall’elemento centrale del suo funzionamento. In modo particolare la potenza determina quali prodotti è possibile affettare senza problemi e anche il tempo di lavoro continuativo. In sintesi, più il motore è potente e più questo imporrà forza alla lama che potrà essere messa alla prova con alimenti dalla consistenza e dallo spessore diverso. Per non parlare dello sforzo che, essendo inferiore, non causerà problemi di surriscaldamento. Facendo riferimento ai numeri, comunque, possiamo dire che un’affettatrice domestica può essere utilizzata ininterrottamente per un periodo di tempo che va dai cinque ai venti minuti. Trascorso il tempo previsto, si dovrà spegnere e lasciarla raffreddare prima di procedere a una nuova sessione di lavoro. La cosa potrebbe risultare macchinosa ma, in realtà, è più semplice di quanto possa sembrare visto che affettare per un consumo casalingo non richiede certo un tempo maggiore. Comunque sia, per eliminare anche questo piccolo elemento negativo, alcuni modelli hanno montato anche una ventola in modo da agire direttamente sul surriscaldamento.

Altro elemento importante è la lama, perché da lei dipende lo spessore e la qualità del taglio. Perché, dunque, si ottenga un risultato soddisfacente, è opportuno guardare alcuni elementi come il diametro, lo spessore del taglio e il profilo. Per quanto riguarda il diametro questo ci offre delle informazioni importanti riguardo alle dimensioni dei cibi che possiamo tagliare. Ovviamente anche la dimensione della lama deve essere anche adeguata alla potenza del motore. In caso contrario, infatti, ci si potrebbe trovare di fronte ad un macchinario che non riesce a sfruttare completamente le proprie potenzialità. Con un’affettatrice potente, ma in grado di tagliare solo delle fette piccole, non si molto lontani. Tanto per orientarsi, considerate che le lame per uso domestico hanno solitamente un diametro che va dai 17 ai 30 cm, anche se la maggior parte monta lame dai 22 ai 27 cm.

Per quanto riguarda lo spessore delle fette, invece, viene regolato da una manopola specifica. Azionandola è possibile distanziare la lama dalla vela, ossia la parte ondulata sulla quale scivola il prodotto prima di essere tagliato. In questo modo, dunque, si viene a creare uno spazio che determinerà proprio lo spessore della fetta nel momento in cui il cibo prescelto sarà spinto. Considerate che il massimo dello spessore è di 20 mm. Per avere dei valori superiori, invece, si deve optare solo per un’affettatrice professionale. Per finire l’analisi sugli elementi dedicati principalmente al taglio, è la volta di considerare il profilo delle lame. Per alcuni potrà sembrare come un eccesso di zelo ma, in realtà, si tratta di una caratteristica che incide l’utilizzo stesso della vostra futura affettatrice. Proprio come i coltelli non possono essere utilizzati per ogni singolo elemento, lo stesso avviene anche per le lame di questo macchinario. Questo, in sintesi, vuol dire che se prima di acquistare il modello che preferite, dovete considerare l’impiego che volete fare, ossia il cibo che avete intenzione e necessità di affettare.

Andando nello specifico, se abbiamo bisogno di una macchina in grado di tagliare pane e verdure, allora una lama ondulata potrebbe fare al caso vostro e soddisfare le esigenze quotidiane. Nel caso, invece, avete appena comprato una spalletta di prosciutto e abbiate bisogno dello strumento giusto per tagliarlo, allora dovete scegliere per delle lame lisce. Se, poi, ambite alla perfezione, allora dovete optare per quei modelli che montano sia una lama lisca che una ondulata. In quel caso nulla vi sarà proibito. A conti fatti, però, l’elemento che incute maggior timore e sospetto da parte degli acquirenti è soprattutto la struttura dell’affettatrice stessa. Questa, infatti, a un primo sguardo appare particolarmente complessa. In realtà, però, ci troviamo di fronte a pochi elementi particolarmente funzionali tra di loro. Il più importante è sicuramente il carrello, di cui bisogna valutare la corsa e la scorrevolezza.

Per avere un elemento di corsa ottimale questa dovrebbe essere sempre di 5 fino ai 10 cm maggiore rispetto al diametro della lama. In questo modo è possibile affettare senza alcun problema anche prodotti che, a causa delle loro dimensioni, potrebbero uscire dal piatto. Effettivamente, quando acquistiamo una parte di prosciutto, potremmo non considerare esattamente le sue proporzioni e quanto si adattano alla macchina che abbiamo a disposizione. Se, però, la corsa presenta questo margine di distanza, allora il problema può essere anche superato. A questo punto possiamo dire che gli elementi puramente tecnici e meccanici sono stati tutti analizzati. Risulta essere il momento, dunque, di concentrarci sui materiali con cui è realizzato il corpo principale e, soprattutto, le lame. Queste, in modo particolare, devono essere in acciaio inossidabile e anche facilmente affilabili. Per quanto riguarda la struttura, invece, il materiale scelto può andare a influenzare anche il costo finale. Le due opzioni sono l’alluminio fuso e la plastica. Questa è utilizzata spesso per delle affettatrici con lama inferiore ai 22 cm. Si tratta di modelli utilizzati quotidianamente che, oltretutto, occupano anche poco spazio in cucina e sono facilmente spostabile. Facile immaginare, dunque, come la plastica possa rappresentare la scelta migliore, poiché è più leggera e incide meno sul costo finale del prodotto. Unico elemento negativo è rappresentato dalla deteriorabilità del materiale stesso. La plastica, infatti, soprattutto se bianca, tende a ingiallire facilmente dando all’insieme un aspetto usurato e anche scarsamente igienico.

Se si è disposti a alzare il prezzo e a puntare su materiali più sofisticati, allora si possono scegliere prodotti realizzati in alluminio fuso che, oltretutto, viene anche laccato in diverse tonalità. Questo accade perché l’affettatrice può essere ormai considerata come un elemento di arredamento e di design capace di caratterizzare il carattere di una cucina al pari di qualsiasi altro elemento. Chiudiamo questa guida con un aspetto che attrae sempre la curiosità di tutti gli acquirenti, ci riferiamo ai vari componenti aggiuntivi. Tra i più ambiti troviamo il pressa merce che, con i suoi dentini acuminati ha il compito di tenere fermo l’alimento selezionato mentre è affettato. Poi abbiamo l’affilatoio, ossia lo strumento adibito, come si può dedurre dal nome stesso, per affilare la lama. Chiudiamo con il vassoio, dove poter appoggiare il frutto del nostro lavoro. Inutile dire che, nella maggior parte dell’affettatrice di fascia medio bassa questi elementi non sono presenti. Per averli in dotazione si deve essere disposti a affrontare una spesa maggiore.

Seguendo i consigli proposti in questa guida è possibile scegliere la migliore affettatrice in modo semplice e veloce.

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